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Una “strada” per il lavoro: 150 ragazzi in formazione

di Gabriele Bassanetti
Una “strada” per il lavoro: 150 ragazzi in formazione

Nel distretto si cerca di dare risposte all’assenza di occupazione per gli under 35 Pistoni: «Non siamo un’agenzia di collocamento, ma offriamo opportunità»

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Al momento i giovani indirizzati a un’esperienza lavorativa, che poi potrà o meno sfociare in un impiego, sono circa 150 nel distretto. L’obiettivo è il raddoppio nel 2016. Sono le cifre che il sindaco Claudio Pistoni espone negli incontri di quartiere per illustrare il bilancio di previsione. Cifre che servono anche a dare una prima risposta, in attesa di quella ufficiale in consiglio comunale, alle interrogazioni e richieste di chiarimento che in proposito vengono dalle minoranze. Pistoni nella campagna elettorale aveva puntato molto sulle opportunità lavorative e formative dei giovani e dei disoccupati. Ora la lista dei Sassolesi chiede il conto con un’interrogazione, in cui ricorda il programma di mandato del sindaco, nel quale si giudicava possibile, “nei primi 180 giorni avviare percorsi di inserimento lavorativo per 200 disoccupati giovani Under 35, con l’obiettivo che il 75 per cento ottenga un contratto di lavoro”. In più c’erano le ipotesi di contributi alle aziende disposte ad assumere da famiglie a reddito zero e una formazione professionale per over 35 da riqualificare con nuovi mestieri.

La situazione al momento non raggiunge i numeri ipotizzati, ma i programmi sono in corso: «Siamo il distretto con il maggior numero di accessi al programma Garanzia giovani - spiega il sindaco - che serve appunto a organizzare stage aziendali retribuiti per ragazzi con l’obiettivo di metterli in contatto con le imprese e aprire le porte di un futuro impiego. Ne abbiamo già attivati 120, il piano è di arrivare a 250 nel 2016. Lo abbiamo fatto direttamente con le aziende locali, territorializzando da subito il bando con la collaborazione di Cerform. Sono le nostre imprese che si mettono a disposizione, che accolgono i ragazzi, li mettono alla prova e poi eventualmente decidono di assumerli. Nelle precedenti esperienze questo tipo di inserimenti hanno portato al 65 per cento circa di impieghi». Non è tutto: «Una decina di ragazzi li abbiamo mandati in aziende europee con il progetto Leonardo, un’altra decina arriveranno col lavoro estivo guidato, alcuni altri col servizio civile e inseriremo un gruppo di giovani anche nel programma di aperture del palazzo Ducale». Per gli altri aspetti viene in aiuto la Regione: «Attendevamo, e finalmente sono in arrivo seppure con ritardo, due bandi regionali dedicati il primo all’inclusione sociale per le famiglie a reddito zero, con contributi per una settantina di persone nel distretto; il secondo sull’occupabilità di chi perde il lavoro in età avanzata e ha bisogno di formazione e riqualificazione. Questo programma dovrebbe interessare altre 120 persone. Il nostro compito non è quello di dare lavoro, non siamo un’agenzia di collocamento ma possiamo stimolare e offrire opportunità ed è quello che stiamo facendo dall’inizio della legislatura».

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