Oggi parliamo di bere eccessivo e di doposbronza
La sera leoni, il giorno “campioni” (Tesi sui postumi della sbornia). Quando si eccede con bevande alcoliche si diventa sbronzi; per definire la sbornia esistono tanti modi, in Emilia si sentono...
La sera leoni, il giorno “campioni” (Tesi sui postumi della sbornia). Quando si eccede con bevande alcoliche si diventa sbronzi; per definire la sbornia esistono tanti modi, in Emilia si sentono spesso: balla, ciucca, scimmia, tronca. Doposbronza è una parola composta che non fa altro che ricordare che ci siamo presi una scuffia e che il tempo passa, insomma è come se, invece di avere un nome che ci contraddistingue, ci chiamassimo in rapporto ai nostri genitori Doporenzo, Elisabettagenito. Ma anche se volessimo accontentarci dell'esile esistente non troveremmo doposbronza in nessun vocabolario, si trova dopo qualsiasi cosa, da dopobarba, doposcuola a dopocena ma di doposbronza nemmeno l'ombra. In inglese doposbronza si dice hangover letteralmente sospensione, in Francia gueule de bois ossia muso di legno, in Germania kater “gatto” anche se deriva da una forma dialettale per pronunciare la parola katarrh “catarro”, in Spagna resaca l'onda della risacca che ti riporta in mare, in Norvegia hanno coniato un termine molto laborioso “jeg har tommermen”, falegnami in testa, in russo è “pojmielye”, la radice della parola èjmiel cioè luppolo, nel senso di birra cioè ciò che accade dopo averne bevuta troppa, strano non ci sia una parola specifica sulla vodka. Il doposbronza forse l'ultimo tabù, sicuramente nel dizionario.
* Il Lambruscologo
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