Ricette, la rivoluzione funziona
Le “elettroniche” a quota 60% presto per ritirare i farmaci basterà la sola tessera sanitaria
Le “ ricette elettroniche” a Modena e provincia vanno forte. I dati parlano chiaro: oggi come oggi oltre il 60% delle prescrizioni di medicinali avviene sono oltre il 60 con la nuova metodologia basata sulla rete. E la prospettiva futura è quella di arrivare a distribuire i farmaci attraverso il solo utilizzo della tessera sanitaria. «Al momento – spiega Silvana Casale presidente Federfarma – questa percentuale è spiegabile con il fatto che una parte di farmaci (ad es. stupefacenti) sono prescrivibili solo attraverso la tradizionale ricetta rossa e, sempre a quella, devono ricorrere le guardie mediche ed i medici in visita domiciliare. La prospettiva di questa politica di digitalizzazione e dematerializzazione punta però a far sì che in futuro non lontano, al cittadino possa bastare la sola tessera sanitaria per accedere al servizio di erogazione dei farmaci, con una pressochè completa eliminazione della carta e un notevole abbattimento dei costi per tutti». Il percorso verso la totale dematerializzazione delle richieste provenienti dai medici procede, dunque, in modo positivo, anche se forse non tutti i cittadini, sono bene informati su quali siano i cambiamenti in atto. Come noto tutto ruota attraverso l’impegno di medici di base, le Asl, le Farmacie, per citare i principali.
Il percorso della ricetta elettronica ha origine presso il medico di base che prescrive un farmaco attraverso un sistema online che associa il numero della ricetta stessa al codice fiscale del paziente e alle informazioni circa l'esenzione. Il paziente in farmacia consegna il cosiddetto promemoria, ricevuto dal medico, indicante tutte le informazioni necessarie ad ottenere il farmaco e attraverso il quale il farmacista è in grado di registrare i dati che targano la singola confezione fornita. In questo modo si abbattono i rischi di errore e si dota ogni cittadino di una personale storia farmacologica.
«È un passaggio che risponde anche ad una esigenza di presidio e controllo della salute pubblica. - continua Casale - Con la collaborazione e la reta costruita fra gli attori del sistema sanitario siamo oggi in grado di offrire al cittadino un servizio più moderno e in prospettiva più economico».
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