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Scandalo Villa Fiorita: via alla bonifica 19 mesi dopo l’allarme

di Giovanni Gualmini
Scandalo Villa Fiorita: via alla bonifica 19 mesi dopo l’allarme

In maggio saranno spostati tutti i servizi per l’infanzia. Le stanze sono inquinate da formaldeide cancerogena, ma l’Azienda sanitaria lo sapeva dal 2013

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Sarà difficile stabilire quanta formaldeide cancerogena hanno respirato in 19 mesi i medici, gli impiegati e gli utenti del Distretto Sanitario di Sassuolo, aperto nell’estate 2013 a Villa Fiorita. Sarà materia per le commisioni Inail, cui si sono rivolti cinque dipendenti per vedersi riconosciuta una malattia professionale, e per gli avvocati, visto che altri vogliono fare causa di risarcimento danni.

Quel che è certo è che ci sono voluti 19 mesi prima che i vertici dell'Ausl prendessero provvedimenti seri a tutela della salute dei sassolesi: fuori dall'edificio i bambini e via alla bonifica per eliminare le sostanze che inquinano le stanze dell'ex clinica privata.

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In ogni caso, 19 mesi di esposizione a una sostanza carcerogena, accertata da più analisi già a fine 2013, per la direzione dell'Ausl sono un lasso di tempo accettabile. L'Azienda sanitaria in una nota difende il proprio operato e «respinge ogni accusa di superficialità e ritardo e ribadisce con fermezza di aver assunto come prioritario, con la collaborazione del Comune di Sassuolo, l'impegno di affrontare il disagio espresso dai dipendenti e dai cittadini che operano o si recano presso la struttura. Lo dimostrano l'insieme delle azioni messe in campo e gli interventi di temporanea delocalizzazione delle aree maggiormente interessate ».

Come la stessa azienda ammette, bruciore agli occhi, mal di testa e irritazioni alle vie respiratorie già nell'ottobre 2013 sono state attribuite alla formaldeide rilasciata da colle e plastiche utilizzate nella ristrutturazione di Villa Fiorita, un appalto assegnato a un consorzio fiorentino con il metodo del massimo ribasso: un 49% di sconto che avrebbe dovuto destare sospetti sulla qualità dei lavori, ma che la direzione Ausl trovò accettabile e che oggi - con i lavori da rifare - si limita a difendere dichiarando che tutto era regolare.

Cosa è successo in 19 mesi? I dipendenti ogni giorno per sette ore hanno respirato formaldeide e altri veleni mentre i responsabili dell'Ausl continuavano a fare analisi su analisi: ben 140 campionamenti che hanno confermato la presenza di sostanze pericolose «in quantità comunque inferiori al 25% dei valori soglia di rischio». Ma qual è la soglia di rischio accettabile, trattandosi di sostanze cancerogene inalate per lungo tempo e combinate con altri inquinanti rilevati nell'aria di Villa Fiorita? Se lo chiedono i lavoratori e i sindacati - Cgil in testa - che per mesi hanno sollecitato provvedimenti. Inutilmente.

I risultati di tutte le analisi «saranno disponibili entro maggio - spiega l’Ausl nella nota - ma le prime informali comunicazioni fanno prevedere come altamente probabile una più che sostanziale riduzione della presenza di formaldeide». Un calo della formaldeide più che prevedibile e naturale, visto che sono passati 22 mesi dalla fine dei lavori di ristrutturazione.

Ma quel che conta - e che probabilmente conterà di più in sede di eventuali cause di risarcimento - sono le prime analisi. Quelle che avrebbero dovuto spingere l'Ausl a provvedimenti di emergenza. La Gazzetta di analisi ne ha consultate tre, eseguite a mesi di distanza (febbraio 2014, giugno 2014 e gennaio 2015) e tutte hanno confermato la presenza di inquinanti pericolosi. Ma già nel febbraio dell'anno scorso era evidente il rischio per la salute. Gli esperti scrivevano: «La maggior parte dei composti non dovrebbero essere presenti... in quanto determinano condizioni ambientali insalubri a causa della presenza di alcune sostanze particolarmente pericolose per la salute».

Sono carte che di fatto accusano la direzione Ausl di superficialità e colpevoli ritardi. Ma l'Azienda non ci sta e scrive: «Considerati il disagio lavorativo espresso dagli operatori e al contempo la necessità di procedere speditamente nella sollecita messa in opera degli interventi necessari sulla struttura, l'Azienda ha senza indugi definito un piano di dislocazioni temporanee, che sarà avviato nel prossimo mese di maggio, che prevede prioritariamente lo spostamento della Neuropsichiatria infantile e del Consultorio presso il nuovo ospedale di Sassuolo, e della Pediatria di Comunità presso altre sedi distrettuali, ai quali seguiranno i trasferimenti di altri servizi».

Tutta l'operazione inizierà il prossimo mese. Nel frattempo dentro Villa Fiorita si continuerà a lavorare respirare formaldeide. Poi inizierà la vera bonifica, stanza per stanza.

Il danno causato alla salute dei sassolesi non è ancora quantificabile. Ma il conto economico della bonifica sarà elevato, forse più del risparmio ottenuto accettando l’anomalo ribasso del 49% nell'appalto. Intanto l'Ausl ha sospeso i pagamenti al consorzio fiorentino che ristrutturò Villa Fiorita e annuncia possibili azioni «ai sensi del Codice Appalti e del Codice Civile». Cioè, si pensa di fargli causa.

La nota dell'Ausl si conclude invitando tutti a «evitare ingiustificati allarmi nella cittadinanza». Ma basta leggere le carte che l'Ausl ha in mano da oltre un anno e il piano di azione che partirà a maggio per capire che la lista delle cose “ingiustificabili” è lunga.

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