Lugli: «Pronti per essere al fianco della nuova Cpl»
La coop accetta l’azzeramento dei vertici. La Lega Modena: «Non chiedeteci di abbandonare i 1800 soci, non lo faremo»
CONCORDIA. «Il presidente Guarnieri ha già dato la risposta della cooperativa: la Cpl Concordia procederà con l’azzeramento di tutti i vertici aziendali».
La risposta è arrivata ieri mattina. Mittente: Mario Guarnieri, presidente della Cpl Concordia dal mandato lampo, la carica l’aveva ricevuta solo da gennaio (e ora è già dimissionario). Destinatario: Lauro Lugli, presidente di Legacoop Modena. L’oggetto è quell’azzeramento dei vertici della cooperativa di Concordia chiesto da Legacoop a seguito della bufera giudiziaria iniziata tre settimane fa con l’arresto di alcuni dirigenti, tra cui lo storico presidente Roberto Casari.
L’invito da parte dell'associazione di categoria è arrivato venerdì scorso, quando la direzione provinciale della Lega della cooperative modenese si è riunita, per discutere - tra le altre cose - un importante ordine del giorno sul caso Cpl (approvato poi all’unanimità): dimissione di tutto il management, del collegio dei revisori dei conti, elezione di nuove figure, tra cui anche due consiglieri esterni e il nuovo presidente. Un ordine del giorno che verrà discusso anche questa mattina, questa volta nella direzione nazionale di Legacoop, con il presidente Mauro Lusetti, peraltro presente anche nella direzione modenese.
«Il primo compito del nuovo Consiglio di amministrazione – afferma Lugli – che abbiamo chiesto venga composto da sette consiglieri e non più tredici, proprio per consentire un livello di coesione maggiore, sarà quello di affrontare la riorganizzazione della cooperativa. Guarnieri ha ora il compito di condurre questo percorso che porterà alla nuova Cpl, in vista dell’assemblea dei soci».
Un vero e proprio reset, quanto meno doveroso, dopo lo scandalo giudiziario, a cui si mescola l’amarezza e lo stupore dei “colleghi” cooperatori, ancora increduli di fronte al carteggio prodotto dai magistrati di Napoli in queste settimane.
«Si tratta di un’azione straordinaria – dice Lugli – sono del movimento cooperativo da diversi decenni e non ricordo sia mai stato preso un provvedimento del genere. Ma rispetto alle critiche che ci sono piovute addosso non posso far altro che risponde che noi i 1800 soci di Cpl non li abbandoniamo. Noi non buttiamo fuori nessuno, perché la cooperativa, i soci e i lavoratori devono essere salvaguardati. Non chiedeteci di fare diversamente».
Ma è anche vero che la cooperativa è iscritta nel registro degli indagati della Procura di Napoli, non solo i suoi dirigenti. «Sono atti probabilmente dovuti – risponde Lugli – su questo fronte sarà la magistratura a fare il suo corso. Parliamo, è bene non dimenticarlo, di una cooperativa sana, oggi a rischio a causa della crisi reputazionale. Ma che anche oggi sta dimostrando di voler cambiare pelle, rifondarsi per proseguire il percorso di crescita e di innovazione che l'ha sempre contraddistinta in questi anni».
Felicia Buonomo
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