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Non maltrattavano pecore e cani: assolti

A sei anni dalle accuse della Lav, il giudice ritiene innocenti i due anziani pastori di San Damaso

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Assolti perché il fatto non sussiste. A sei anni dalle pesanti accuse di due soci della Lav che li aveva additati come autori di gravi maltrattamenti agli animali che accudivano, ieri il giudice Barbara Malvasi non ha trovato alcun elemento che potesse portare alla loro condanna, come aveva chiesto la parte civile, avvocato Barbara Minelli, per conto dell’associazione animalista. Carmine Andreola, 72 anni, e Palmira Credi, 68 anni, modenesi, assisititi dall’avvocato Fulvio Orlando, erano imputati per aver maltrattato i loro animali come emergeva da un blitz della Lav nel 2009 nel loro grande ricovero per il gregge a San Damaso. Era solo l’ultima “visita” della Lav a quel sito, tenuto sotto controllo per due anni. L’ispezione ufficiale era terminata con il sequestro del gregge (annullato poco tempo dopo) e una serie di azioni giudiziarie: prima la richiesta di archiviazione del caso avanzata dal pm Marco Niccolini, poi l’opposizione all’archiviazione della Lav e l’imputazione coatta ordinata dall’allora gup Domenico Truppa.

In sostanza, ai due pastori - molto conosciuti in città perché portavano le pecore in giro per tutta l’area urbana e si vedevano spesso - era contestato un grave maltrattamento dei settanta ovini e di alcune capre e soprattutto dei sette cani che tenevano in custodia: sei pastori da gregge più uno. Cibo scarso e pochissima igiene, sempre alla catena, trattamenti disumani, persino un cane tenuto vicino a una carogna. Nel corso del processo, però, i veterinari Ausl non hanno trovato le tracce di questi maltrattamenti segnalati dalla Lav. Di qui l’assoluzione.

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