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Rifugiati, i nostri sindaci chiedono aiuto

Rifugiati, i nostri sindaci chiedono aiuto

In arrivo 60 immigrati. In Prefettura si firma un patto provinciale per permettere loro di svolgere lavori d volontariato

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Immigrati richiedenti asilo in arrivo o destinati a Modena. Sono una sessantina quelli previsti nei prossimi giorni, ma la situazione attuale è tale da spingere tutti gli enti locali a fare il punto.

Per questo domattina alle 11 in Prefettura il prefetto Michele Di Bari, l’assessore comunale Giuliana Urbelli e il presidente dell’Associazione servizi per il Volontariato di Modena con il Forum provinciale del Terzo settore firmeranno un protocollo di intesa per l’impiego del volontariato degli immigrati richiedenti protezione internazionale trasferiti nella nostra provincia

Intanto Modena sollecita il governo italiano a «un maggiore coinvolgimento degli enti locali nella gestione dell'accoglienza, che non può essere gestita solo dal Ministero dell'interno». Lo dice il presidente della Provincia e sindaco Gian Carlo Muzzarelli dopo aver affrontato il tema in assemblea. Muzzarelli si fa portavoce di una presa di posizione di tutto il consiglio provinciale a dopo la tragedia nel Canale di sicilia. Annunciando l'adesione a tutte le iniziative organizzate nel territorio per sensibilizzare sul tema accoglienza, Muzzarelli aggiunge che «l'Europa non può più fare finta di niente lasciando sola l'Italia e le comunità locali. Occorre un'azione decisa, a partire dalle aree di partenza dei barconi, contro il traffico illegale di esseri umani, di petrolio e di droga».

Mentre dunque altre centinaia di immigrati perdono la vita scappando da guerre e persecuzioni «senza che la comunità internazionale sappia farsi carico di questo immane problema», Muzzarelli sentenzia che «ciò non è più tollerabile, anche perché l'italia e le nostre comunità non riescono a sopportare il peso di questa responsabilità. Per questo serve il coinvolgimento a livello internazionale».

E la riunione di ieri è servita per lanciare un nuovo messaggio verso la Regione per il problema della legge post-Province e contro il rischio di creare “due regioni, l'area metropolitana di Bologna e la regione vera e propria. Nelle prime bozze della nuova legge, infatti, il rischio che si intravede è questo. Il messaggio lo rilancia Muzzarelli, dopo l'appello analogo dei giorni scorsi prima dell'approvazione del nuovo patto di sindacato di Hera. «In tutta Europa esiste un livello di governo locale di area vasta, una sorta di unione provinciale dei Comuni della quale anche la Regione Emilia-Romagna non può fare a meno», è il messaggio dell'ex assessore regionale al governatore Stefano Bonaccini. Per questo, la nuova legge regionale sulle competenze che rimarranno alle province, attesa da mesi, deve prevedere secondo Modena «un impianto che valorizzi i territori; assicurando coinvolgimento ed equilibrio per condividere le decisioni con la regione» all'insegna, appunto, delle migliori esperienza europee.

Si tratta di «un dualismo che rischia di penalizzare gli altri territori, perché alla città metropolitana si concede grande autonomia rispetto alle altre province. E in Emilia-Romagna i territori sono un valore». Nel corso dei lavori coi sindaci, il Presidente della provincia ha anche annunciato una lettera al governo dove si richiede di risolvere i diversi nodi che tuttora impediscono all'ente di approvare il bilancio 2015, «mettendo in serie difficoltà i servizi e gli interventi tra cui quelli su viabilità, frane e edilizia scolastica». Restano il problema del passaggio allo Stato dei 55 dipendenti dell'istituto Fermi in carico alla Provincia (un risparmio di 2,5 milioni di euro all'anno) e il passaggio dei dipendenti dei Centri per l'impiego all'agenzia nazionale prevista dal jobs act.

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