Rimborsati il 16% dei danni al biomedicale
Un sondaggio tra le aziende della Bassa evidenzia l'ambizione di reagire, i dati di vendita positivi, ma anche le difficoltà ad accedere ai risarcimenti
Il distretto biomedicale modenese sta superando l'emergenza post terremoto, ma se vuole crescere anche in futuro ai ritmi attuali, a partire dal +9,7% di export nel 2014, deve fare più rete al suo interno.
È questo lo scenario che si profila da un sondaggio sul biomedicale di Mirandola condotto dal 25 marzo al 15 aprile scorsi, e presentato oggi in Regione insieme con l'assessore alla Ricostruzione Palma Costi.
Alla rilevazione (a cura del portale www.Distrettobiomedicale.It collegato alla rivista "La plastica della vita") ha risposto l'84,5% delle aziende biomedicali mirandolesi, che sono 104 per quasi 4.000 dipendenti, suddivise tra grandi imprese, pmi, fornitori specializzati, subfornitori specializzati.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.11278493:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/locale/sisma-la-situazione-del-biomedicale/43032/43288]]
In generale, il 34,55% definisce "gravissimi" i danni aziendali del sisma e il 32,73% li ritiene "mediamente gravi". I danni sono risarcibili interamente per il 27,27% del campione, parzialmente per il 52,73%, non risarcibili per il 20%.
Il risarcimento è stato chiesto "da tempo" dal 60%, "recentemente" dal 12,73%, non è stato ancora chiesto dal 9,09%, mentre il 18,18% non vuole chiederlo.
Sullo stato dell'istruttoria del risarcimento (c'è tempo per le domande fino al 30 giugno), per il 16,36% risulta ultimato con fondi già liquidati, per il 25,45% è ultimato in attesa della liquidazione dei fondi, per il 32,74% è in corso e per il 25,45% l'istruttoria non è iniziata.
Commenta soddisfatta Costi, che in Regione conta 2.230 domande di contributi in elaborazione solo per le imprese (sistema "Sfinge"): "La ricostruzione sta procedendo. Le imprese ormai sono tutte tornate all'interno delle loro sedi, molte hanno già presentato i progetti e altre li stanno presentando. Procediamo celermente nell'approvazione dei progetti e delle liquidazioni".
L'assessore alle attività produttive parla quindi di "distretto vivace: le multinazionali sono rimaste tutte nel territorio e stanno investendo fortemente qui. Noi abbiamo rafforzato il sistema con molte strutture, a partire dal tecnopolo con tre laboratori esclusivamente dedicati al biomedicale, e abbiamo dato finanziamenti per la ricerca a tutti i livelli di impresa: sono 44 tra piccole, medie e grandi".
Intanto, secondo gli addetti ai lavori il terremoto si sta rivelando anche un'opportunità per il distretto modenese: "Il sisma ha rappresentato un'occasione per accelerare sull'innovazione, ora le imprese sono più performanti", dice il responsabile del portale biomedicale Alberto Nicolini.
Eppure, il problema resta quello dell'aggregazione, come non si stanca di ripetere in conferenza il fondatore del biomedicale della Bassa, Mario Veronesi. Oltre i due terzi delle imprese del distretto sono multinazionali e quindi sono già internazionalizzate, il problema riguarda il restante terzo. Almeno nell'immediato post sisma sembrava si fossero create le basi per nuove alleanze, ma in realtà la stessa emergenza ha richiesto troppe energie esclusivamente dedicate. (Dire)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
