Gazzetta di Modena

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Sbancata collina per fermare la frana

di Daniele Montanari
Sbancata collina per fermare la frana

Montese. Cantiere ciclopico a Vaina sulla provinciale 27 dopo la caduta di massi enormi. Corsa per evitare disagi a residenti

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MONTESE. Non si è interrotta nemmeno un giorno l’operazione ciclopica in atto a Montese sulla provinciale 27 chiusa all’altezza di Vaina dalla sera del 9 aprile per una caduta massi che poi si è trasformata nel movimento di una montagna intera. I tecnici hanno lavorato anche sabato e domenica, come chiesto dal sindaco Luciano Mazza, per cercare di concentrare al massimo i tempi d’intervento e ridurre così i pesanti disagi a cui tutto il territorio è sottoposto venendo a mancare il filo diretto con la Fondovalle, fondamentale per qualsiasi tipo di trasporto, dalla scuola al commercio. Le alternative sono strade comunali strette e tortuose che in alcuni casi fanno quasi raddoppiare i tempi di percorrenza. Di qui l’urgenza di procedere, ma il cantiere – reso possibile dallo stanziamento in somma urgenza di 150mila euro da parte della Provincia – è veramente complesso nella sua gestione. Visto che la caduta massi non si arrestava infatti, gli scavatoristi sono dovuti andare sul versante a smuovere il terreno per fare precipitare sulla carreggiata tutto ciò che era in qualche modo in moto, al punto che sassi e terra hanno creato una montagna di oltre 7mila metri cubi da rimuovere camion dopo camion. Poi si passerà al consolidamento del versante “svuotato”.

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«È uno spostamento di materiale considerevole – osserva sul posto Antonio Gatti, geologo della Provincia – come non se ne vedeva da tempo per gli interventi d’urgenza. Abbiamo individuato la vena d’acqua che era responsabile dello slittamento, ma non è detto che sul posto non emergano altre sorprese: la conformazione morfologica e geologica qui è abbastanza complessa. Speriamo di non incappare in problematiche particolari che ci rallentino: il nostro obiettivo, se il tempo lo permette, è riaprire a fine mese e al momento stiamo procedendo regolarmente».

Si è arrivati anche a cinque camion sul posto per il trasporto del materiale, da stoccare in un apposito deposito allestito in zona fluviale. E sarà davvero un via vai continuo per vuotare tutto. Ma anche quando la sede stradale sarà ripulita, non è detto che il versante se ne stia tranquillo. «Sarà necessario installare delle reti chiodate nella parte alta – spiega Gatti – perché qui abbiamo un moto che interessa una montagna intera e c'è bisogno di un freno». Un intervento in molteplici fasi da studiare passo dopo passo per dare dopo garanzia di transito su un’arteria trafficatissima. Pur evidenziando i disagi del prolungato stop, il sindaco Mazza plaude alla rapidità d’azione in un contesto molto particolare. «La Provincia è stata solerte nell’individuare le risorse e nel fare partire i lavori. Se tutto andrà come deve, tra una decina di giorni avremo risolto il problema. Le difficoltà sono grandi, ma non potrebbe essere altrimenti quando ci si trova praticamente a dover smontare una montagna».

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