Gazzetta di Modena

Modena

il ricordo dei militari dell’arma

Carabinieri e anche partigiani

Con la Brigata Polacca in città i primi militari per l’ordine pubblico

1 MINUTI DI LETTURA





L'Associazione Nazionale Carabinieri della provincia di Modena ricorderà oggi nelle proprie sedi la giornata del 22 aprile 1945 perchè assieme alla Brigata Polacca in arrivo da Nonantola c’era anche un forte contingente di carabinieri, comandati da dal sottotenente Romano Danelli.

Il generale Alexander che comandava le truppe alleate infatti aveva ottenuto la presenza di diecimila carabinieri per affiancare, con compiti di polizia e ordine pubblico, i soldati inglesi e americani che avanzavano lungo la Penisola. Polacchi e carabinieri occuparono la caserma della Milizia fascista e della GNR in viale Tassoni oggi caserma Messineo.

Quando nei mesi successivi i Polacchi lasciarono Modena, i carabinieri la confiscarono per farne la sede del Nucleo Autocarrato Carabinieri; lì vennero custodite le autoblindo Stanghound donate dagli inglesi della sesta divisione corazzata. Stesso affiancamento fu effettuato dall’Arma a Montese, liberata dalla Brigata Brasiliana (FEB) che aveva tra le sue fila il Nucleo carabinieri comandato dal maresciallo Antonino Bertot.

Tra i carabinieri impegnati nei reparti partigiani modenesi al momento della Liberazione, si ricordano Luigi Bonvicini Luigi di Serramazzoni, Guerrino Bosi della Brigata Costrignano (Montecreto), Luigi Brugioni (alto Appennino modenese). Ottorino Muraro, poi divenuto comandante dell’Arma a Fiorano. Oltre a loro c’erano il pavullese tenente colonnello Martino Veduti, già Medaglia d'Oro, che combattè in Piemonte e Celso Viglino, ligure, che combattè tra Modena e Bologna. (s.c.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google