Il secolo di vita di nonna Trieste
Il padre le diede il nome della città giuliana che voleva sotto Roma
Quando è nata lei, l’Italia doveva ancora “varcare il Piave” ed entrare a piedi pari nella prima guerra mondiale. E oggi, a un secolo di distanza, la signora Trieste Solieri vedova Bulgarelli, nata a Carpi, compie cento anni, godendo di ottima salute. L’unico arretramento, se così vogliamo chiamarlo, è stato quello di accettare l’ospitalità della figlia che da anni le chiedeva, con soave insistenza, di trasferirsi. «Solo da un mese - dicono i figli Milvia e Flavio - siamo riusciti a convincerla ad andare ad abitare in una casa diversa da quella in cui è rimasta per tanti decenni. E non è stato facile poiché riusciva ancora a gestirsi da sola e tutto sommato le dispiaceva perdere in qualche misura la sua indipendenza. Ci siamo riusciti anche perché nella sua nuova sistemazione può godere maggiormente della vicinanza di una schiera di nipoti». La signora Trieste, che deve il suo nome allo spirito accesamente irrendentista del padre che non vedeva l’ora di riportare la città giuliana sotto la sovranità di Roma, è stata sempre una sarta, rispettata e apprezzata per le sue capacità. (s.c.)
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