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Inchiesta Cpl, controffensiva napoletana

Inchiesta Cpl, controffensiva napoletana

I pm Woodcock e Carrano chiedono di tenere le indagini in Campania: entro domani la decisione

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Se nelle prime udienze al tribunale del Riesame i pubblici ministeri, titolari dell’inchiesta sulle presunte tangenti versate da Cpl a Ischia e le successive contestazioni di associazione a delinquere e riciclaggio internazionale, avevano incassato l’indicazione dei giudici (“trasferire gli atti alla procura di Modena”), questa volta la controffensiva è stata molto decisa. Davanti al collegio composto dal presidente Esposito e dai giudici Scognamiglio e Innario, i pm Woodcock e Carrano hanno invece presentato una memoria scritta, chiedendo di poter continuare le indagini a Napoli.

Nel documento i magistrati evidenziano come l’inchiesta sia stata coordinata dalla procura partenopea, che segue il caso da quasi due anni, supportata dal lavoro dei Noe di Napoli, quelli che hanno perquisito la sede della Cpl a Concordia, elaborato oltre 400 pagine di relazione, da abbinare anche alle 12mila pagine di atti notificati agli avvocati difensori. Di fatto per i pm la corruzione e l’associazione a delinquere si è concretizzata, finora, nel loro territorio e quindi la competenza dovrebbe restare a Napoli e non passare a Modena. Ma è pur vero che i capi d’imputazione formulati, come lasciato intendere dai primi due collegi del Riesame, portano al trasferimento. C’è poi un ulteriore aspetto organizzativo, relativo all’invio degli atti anche alla procura di Foggia per proseguire gli accertamenti sugli appalti pugliesi. Anche quelli dovrebbero essere rimandati sotto la Ghirlandina oppure andrebbero sviscerati dai colleghi foggiani?

E mentre a Modena - dove eventualmente si occuperanno dell’inchiesta il procuratore capo facente funzioni, Lucia Musti insieme ai pm Niccolini e Mazzei - si continuano a leggere le carte già recapitate, i giudici del Riesame si sono riservati di decidere sul futuro dell’inchiesta e degli stessi indagati nel giro di 48 ore.

Entro domani, quindi, si conoscerà il futuro di Roberto Casari, del manager Massimo Continati, del sindaco isolano Ferrandino e del suo responsabile tecnico Arcamone. La corte dovrà valutare se concedere una riduzione delle misure cautelari oppure, come fatto finora per Simone, Rinaldi e Verrini, confermare l’attuale status. Ma soprattutto il Riesame dovrà esprimersi sulla richiesta dei pm oppure disporre l’invio degli atti a Modena. E in quel caso non è escluso che i magistrati napoletani ricorrano in Cassazione per vedersi riconsegnare l’inchiesta.

Intanto Cpl, come già riportato dalla Gazzetta, ha ufficializzato l’azzeramento di tutti gli incarichi apicali. «Come precedentemente deliberato dal CdA, per il 29 Aprile è stata convocata l’assemblea dei Soci durante la quale saranno rinnovati gli organi di governo della Cooperativa. Il Cda attualmente in carica si presenterà dimissionario nella sua totalità al fine di favorire il ricambio di tutti i suoi membri. Tra i candidati al nuovo Consiglio, all’Assemblea verranno proposte anche autorevoli figure esterne le quali potranno concorrere alla carica di Legale Rappresentante. Il nuovo CdA sarà chiamato ad affrontare prioritariamente i temi della riorganizzazione della Cooperativa e della sua Governance. La cooperativa e i suoi soci ripongono nell’Assemblea l’auspicio di un nuovo corso che dia prospettiva e solidità all’azienda e al lavoro dei suoi 1800 dipendenti».

Francesco Dondi

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