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Matrimonio Bernaroli: per la Cassazione è valido

di Francesco Dondi
Matrimonio Bernaroli: per la Cassazione è valido

Una sentenza storica che dà ragione alla transgender sindacalista finalese Bper I diritti con il “sì” eterosessuale sono inattaccabili nonostante il cambio di sesso

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Alla fine ha vinto lei: dopo una lunga battaglia in tribunale Alessandra Bernaroli ha ottenuto il riconoscimento del proprio matrimonio con la compagnia. La vicenda della donna finalese, sindacalista Bper, è ormai conosciuta e seppur non farà giurisprudenza, visto che l’ultimo verdetto non determina “l’estensione del modello di unione matrimoniale alle unioni omoaffettive”, rimane comunque un passaggio storico nel mondo dei diritti civili. Alessandra, infatti, si sposò quando ancora era uomo con la futura moglie, ma dopo un lungo percorso cambiò sesso. L’amore rimaneva intatto, ma il Comune di Bologna, città in cui la famiglia ha la residenza, annotò la cessazione degli effetti civili del matrimonio. Ed ecco che dopo il lungo peregrinare nelle sale chirurgiche degli ospedali, inizia un altro cammino nelle aule di tribunale fino all’approdo in Cassazione.

E la suprema corte, recependo l’indicazione della Consulta del giugno 2014 ha sentenziato che il matrimonio resta valido e il Comune non può sancire il divorzio. «È illegittima l’annotazione di cessazione degli effetti civili del matrimonio apposta a margine dell’atto di matrimonio delle ricorrenti e le successive annotazioni», si legge nella sentenza. La Cassazione, inoltre, precisa anche che “la conservazione dello statuto dei diritti e dei doveri propri del modello matrimoniale” è tale “fino a quando il Legislatore non consenta” ai due “di mantenere in vita il rapporto di coppia giuridicamente regolato con altra forma di convivenza registrata che ne tuteli adeguatamente diritti ed obblighi”.

E in un altro passaggio si evidenzia come “in virtù della protezione costituzionale di cui godono le unioni tra persone dello stesso sesso, non può essere costituzionalmente tollerato” che con un eventuale annullamento del matrimonio, “tali unioni possano essere private del nucleo di diritti fondamentali e doveri solidali propri delle relazioni affettive sulle quali si fondano le principali scelte di vita e si forma la personalità”.

«È una gioia che ci ricompensa di tante sofferenze - dice Bernaroli - La sentenza è molto importante perché di fronte alla politica che in questo Paese spesso non decide dimostra invece il coraggio dei giudici di affermare la dignità e i diritti di tutte le persone. Mi fa piacere che la notizia sia arrivata il 21 aprile, data molto importante a Bologna: la ricorrenza della Liberazione. Non ci ricordiamo più delle leggi del 1938 che discriminavano alcune persone per il credo o la razza? Ancora oggi stiamo qui a chiederci se alcune persone vanno considerate di serie B perché sono nate con un orientamento sessuale diverso?».

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