Pavullo, salva la storica sede Inps
Dalla Regione e dall’Unione contributo per l’affitto. Il direttore di Modena: «Aspettiamo l’ok da Roma»
PAVULLO. La sede Inps di Pavullo sopravviverà. Manca ancora l’ufficialità dell’accordo, ma c’è una disponibilità di fatto tra gli attori coinvolti nell’ennesima spending review che rischiava di privare la montagna di un servizio fondamentale. I fatti sono noti, a seguito dell’allarme sindacale lanciato da Cgil e Cisl un mese fa: i locali di via Marchiani 150, dove l’agenzia è di stanza dal 1992, sono arrivati a costare troppo all’istituto previdenziale, che non ha più necessità di 336 metri di superficie e 90 di cantina. Potrebbe fare tranquillamente con 175, questo è il fabbisogno stimato da Roma, e a livello locale si è a un bivio: o si trova sul mercato un ambiente idoneo, oppure si riduce l’agenzia a mero sportello o punto Inps.
Una sorta di declassamento, con conseguente riduzione di personale, amaro da digerire anche alla luce della vastità del bacino d’utenza (50 persone al giorno) e della storicità della realtà di Pavullo che, inaugurata nel 1982 in altra sede, è stata la prima agenzia territoriale d’Italia, esclusi ovviamente i capoluoghi di provincia. Mentre a Vignola, Mirandola e Sassuolo a fronte di una dinamica analoga si è trovata da tempo una soluzione, a Pavullo il caso è rimasto aperto, per questo è stata depositata ieri in Regione un’interrogazione a firma della consigliera regionale Pd Luciana Serri, presidente della Commissione politiche economiche, e dei colleghi Giuseppe Boschini e Luca Sabattini. I consiglieri sottolineano l’importanza dell’iniziativa dell’Unione del Frignano «che a testimonianza di quanto sia sentito il problema sul territorio, ha messo a disposizione un contributo per l’affitto che potrebbe servire ad abbattere le spese di mantenimento dell’Ufficio».
Ma a supporto viene chiesto alla giunta regionale «di intervenire per scongiurare la chiusura o il declassamento della sede Inps». Proprio questa disponibilità dell’Unione sembra comunque la chiave di volta per risolvere il problema. «Abbiamo garantito 4-5mila euro all’anno – spiega Romano Canovi nella doppia veste di presidente dell’Unione e sindaco di Pavullo – perché vogliamo evitare a tutti i costi la riduzione di servizio. Non abbiamo locali comunali da concedere perché le Rimesse, dove ora c’è l’Agenzia delle Entrate, saranno ristrutturate a partire da maggio, ma ci sembra un buon contributo nella ricerca di mercato». E dallo stesso direttore provinciale Inps Francesco Cimino è arrivato il sì sostanziale. «Credo che sulla base di questa proposta le prospettive siano buone. Accettiamo l’accordo, anche se per formalizzarlo dobbiamo aspettare l’ok di Roma. La nostra intenzione a è di mantenere il profilo di agenzia territoriale, salvaguardando anche i sette dipendenti, e ci auguriamo che l’istanza possa essere recepita dagli uffici superiori».
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