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PROCESSO AI CASALESI

Perrone parla dietro il paravento

Perrone parla dietro il paravento

Il boss “pentito” racconta in aula l’estorsione al centro estetico

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Al processo al clan dei casalesi, per capitolo sull’estorsione al Centro benessere di via Respighi: ieri è stata la volta della deposizione di Alfonso Perrone detto ’O Pazzo, quello che era ritenuto dagli investigatori e dalla Dda come il luogotenente modenese dei clan di Casale dei Principi. Oggi, come noto, Perrone ha dato segni di pentimento e punta ad ottenere lo status di collaboratore di giustizia e come tale si vuole accreditare anche in questo processo con una deposizione che, a suo dire, contiene rivelazioni sull’inquietante caso di estorsione avvenuto per cinque mesi tra il 2008 e il 2009. Imputati sono Sigismondo Di Puorto, considerato il luogotenente di Nicola Schiavone, e il contabile 51enne Paolo Raviola (difeso dall’avvocato Giuseppe Inglima). Perrone ha detto ai giudici di sentirsi insicuro e quindi è stato ordinato di nasconderlo dietro un paravento mentre raccontava la sua versione dell’estorsione al centro estetico (senza l’assistenza del suo avvocato). Una versione che in più punti ha contraddetto le testimonianze, compresa quella della parte offesa: la titolare del centro estetico. Perrone ha infatti riferito di non averla mai conosciuta nel suo negozio ma di averla incontrata nello studio legale dell’avvocato Bitonti. Versione opposta a quella della vittima. Non solo, secondo ’O Pazzo la vittima sarebbe stata in qualche modo a conoscenza dei casalesi. Perrone ha aggiunto che si sapeva che il centro estetico era un buon affare. E riduce la cifra ottenuta da 50 a soli 3mila euro, oltretutto spartiti. Prossima udienza il 15 settembre. (c.g.)

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