Piazza al Comune dopo 25 anni
Maranello. Il Tar consegna Unità d’Italia al municipio ma una parte è stata venduta ad alcuni privati
MARANELLO. Ogni passante la può calpestare liberamente, ma Piazza Unità d’Italia per 25 anni è stata formalmente di proprietà privata. Ora una sentenza del Tar chiude - salvo impugnazioni davanti al Consiglio di Stato - la vicenda che ha visto opposto il Comune, difeso dagli avvocati Gian Carlo Ferrari e Cinzia Vecchi, alla società G&G, difesa dal legale Giorgio Fregni e di conseguenza a tutti i proprietari della lottizzazione “centro direzionale”, rappresentanti da Sandra Beltrami. Il municipio ha avuto ragione e ottiene piazza unità d’Italia, le aree e le ulteriori opere di urbanizzazione primaria e secondaria oltre a 10mila euro (Iva esclusa), diventando di fatto proprietario delle pertinenze pubbliche del comparto cittadino.
Ma per ricostruire la vicenda bisogna fare un salto nel passato lungo 25 anni quando - nel 1990 - il consiglio comunale ratifica la convenzione con la G&G, società che si occuperà di edificare il piano particolareggiato che a oggi comprende anche il Conad e gli uffici di diverse associazioni economiche. Tra le obbligazioni assunte dalla G&G s.r.l. vi erano “quelle di realizzare delle opere di urbanizzazione primaria e di quota parte di quelle di urbanizzazione secondaria e di procedere alla cessione gratuita al Comune”. La convenzione viene parzialmente modificata nel 1995, ma gli estremi non cambiano e fino al 2007 - anno in cui l’amministrazione si rivolge al Tar per dirimere la controversia - la cessione delle aree non avviene. Le schermaglie vanno avanti fino alle ultime memorie del 2015 e termina con la sentenza.
C’è un “pero” che non coinvolge il Comune, ma riguarda quattro proprietari degli immobili circostanti: nel 2013 hanno infatti acquistato parte della piazza e ora si trovano senza un bene pagato alla società, che a sua volta si è scissa. Eventualmente scatterà un procedimento di rimborso, ma che non coinvolgerà l’ente pubblico.
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