Prima del bando “orti urbani” il terreno di “Insieme a noi”
Prima c’erano l’hobby del giardinaggio e il darsi alla cura di piante e fiori. Poi fu la crisi e, forse, il bisogno di tornare al contatto con la natura. Fatto sta che sempre più italiani si dedicano...
Prima c’erano l’hobby del giardinaggio e il darsi alla cura di piante e fiori. Poi fu la crisi e, forse, il bisogno di tornare al contatto con la natura. Fatto sta che sempre più italiani si dedicano oggi alla coltivazione di lattughe, insalate e pomodori. Lo dicono gli ultimi dati diffusi da Coldiretti: il 46,2% degli italiani dichiara ormai di darsi all'orto fai da te. Chi non ha dietro casa un pezzettino di terra allestisce il proprio orto sul balcone, ma crescono anche gli spazi pubblici creati ad hoc dalle amministrazioni, non più solo appannaggio dei nonni in pensione -i noti orti per anziani- ma spazi aperti a tutti. E Modena non resta a guardare: «Entro l'estate anche la nostra città avrà i suoi primi orti urbani - ha detto l'assessore Giuliana Urbelli - Si tratterà di una sessantina di appezzamenti singoli di circa 20 metri quadri, più tre o quattro orti più grandi da coltivare in condivisione». Presumibilmente il prossimo autunno, quindi, si aprirà il bando per l'assegnazione degli spazi, che si trovano su un terreno in zona San Cataldo/Madonnina.
In attesa degli orti urbani, chi volesse però può già mettere le mani nella terra, unendosi ai volontari dell'associazione Orti Condivisi, che da circa un anno gestiscono - con l'associazione Insieme a Noi - un terreno in Strada Fonte di S. Geminiano Ovest, quartiere Bruciata. «Nessuno di noi è “nato” contadino - racconta il presidente dell'associazione Gino Pennica - ognuno fa ciò che può». Al momento contribuiscono a curare il terreno -donato all'associazione Insieme a Noi dai familiari di un paziente con problemi psichici- una quarantina di persone: «Ci sono - continua Gino - single, famiglie con bambini, nonni, persone di 20 come di 80 anni che hanno voglia di sporcarsi le mani e veder riportare al bello una zona abbandonata della nostra città. Coltiviamo ortaggi e fiori, abbiamo un piccolo frutteto e stiamo rivalutando l'intera area di quella che è una ex fattoria in disuso. Il tutto in una valenza terapeutica sia per noi cittadini attivi, sia per i ragazzi dell'associazione Insieme a noi». Ma cosa ne pensa Gino di questa moda degli orti sul balcone? «Sporcarsi le mani è sempre bello, ma le piante hanno bisogno di cure ed attenzioni costanti. Un modo, anche questo, per insegnare ai ragazzi - ma non solo - l'importanza dell'esserci. Sempre».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
