Gazzetta di Modena

Modena

Strage di migranti, presidio in Prefettura

In un centinaio, tra associazioni e comunità straniere, hanno manifestato solidarietà e indignazione

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Contro «l'ennesima strage di migranti in mare», a Modena associazioni, sindacati e partiti si sono ritrovati davanti alla Prefettura in viale Martiri della Libertà, presenti oltre un centinaio di persone. Lo hanno promosso Arci, Cgil, Cisl, Uil, Rete 1 marzo,Libera, Casa per la pace, Comitato modenese acqua pubblica, Attac, Legambiente, Comitato No Ttip, Emergency, Act Emilia Romagna, Altra Europa, Udu-unione universitaria, Rete degli studenti medi, Pd, Prc, Sel, gruppo consiliare «Per me Modena», Pcdi. L'iniziativa rientra nella mobilitazione nazionale organizzata da Arci, Cgil e Uil con il presidio davanti a Montecitorio. «Anche a Modena in molti dicono basta alle stragi in mare. In una settimana più di 1.000 morti in due stragi annunciate. Stragi che hanno responsabilità precise: le scelte politiche e le leggi dei governi dell'Ue che consegnano le persone in cerca di protezione nelle mani dei mercanti di morte», si legge nella nota dei promotori locali. La posizione della Cgil è chiara: «Aumentando controlli e mezzi per pattugliare le frontiere non si fermeranno le stragi come dimostra quest’ultima tragedia, in cui i morti potrebbero addirittura essere 900, avvenuta a poche ore da quella che ha portato a morire altre 400 persone. Chi scappa per salvare la propria vita e quella dei suoi cari non si ferma davanti al rischio di morire in mare. Non c’è più tempo da perdere. Si aprano subito vie d’accesso legali, canali umanitari, unico modo per evitare i viaggi della morte. Il governo italiano, in attesa che sia la Ue a farsene carico, riattivi subito un programma di ricerca e salvataggio in tutta l’area del Mediterraneo. Chieda contemporaneamente all’Ue di farsi carico di un programma di ricerca e salvataggio europeo. Si riattivi Mare Nostrum e si sospenda il regolamento Dublino e si consenta alle persone tratte in salvo di scegliere il Paese dove andare sostenendo economicamente con un fondo europeo ad hoc l’accoglienza in quei Paesi sulla base della distribuzione dei profughi».

Il presidente della Provincia Gian Carlo Muzzarelli era stato altrettanto chiaro: «È un dramma umanitario che coinvolge tutti. Ciò non è più tollerabile, anche perché l'Italia e le nostre comunità non riescono a sopportare il peso di questa responsabilità. Per questo serve il coinvolgimento a livello internazionale».

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