Addio al gentiluomo dei libri
Scomparso Franco Rossi della Muratori, appassionato cultore di storie modenesi
Se n'è andato, nella notte di martedì, Franco Rossi, il decano dei librai modenesi che, da decenni, dirigeva la Libreria Muratori, in piazzetta Muratori - via Emilia centro 289.
Aveva 75 anni ed è spirato all’Hesperia. Lo ha stroncato un male incurabile. Lo piangono in molti, in particolare la sorella Ivana e la sua collaboratrice Annalisa, nonché tanti amici del mondo della cultura. I funerali si svolgeranno domani alle 11 nella chiesa di S. Antonio in Cittadella. La bara sarà tumulata a S. Cataldo.
Franco Rossi non era un libraio comune, ma un personaggio immerso nella cultura.
Ha tenuto duro anche quando la crisi si è fatta sentire. «Ci vuole passione e basta. Un riscontro economico non c'è nel modo più assoluto», confessava Rossi alla Gazzetta nel 2006. «Tutti i supermercati offrono i libri a condizioni che il piccolo libraio non può permettersi. Credo che il futuro sia molto grigio». Rossi ha saputo resistere benissimo agli assalti della concorrenza.
A 18 anni era “propagandista scolastico” per alcune case editrici come la Patron, la SEI, poi commesso alla Libreria Rinascita (oggi Feltrinelli) dove era direttrice sua zia Zaira Rossi. «Ha rappresentato la memoria storica della vita culturale a Modena. Rossi, nel 1962, è stato - ricorda il giornalista Roberto Armenia - uno dei punti di riferimento del Comune con l’assessore Rubes Triva e uno tra i promotori del primo “Festival del Libro economico” che portò a Modena 32 case editrici nazionali. All'inaugurazione erano presenti Giulio Einaudi, Roberto Bonchio, presidente Editori Riuniti, Gian Giacomo con Inge Feltrinelli, Livio Garzanti, Ugo Guandalini (Guanda), Arnoldo Mondadori. Ci furono conferenze e incontri con Bevilacqua, Lajolo, Moravia, Pasolini, Zavattini.
La sua libreria ha continuato ad essere punto di riferimento per scrittori e giornalisti: Biagi, Bocca, Bevilacqua, Crepet, Vacca, Zavoli che facevano visite periodiche, per discutere di libri, del mercato, per incontrare lettori. Da Rossi si trovavano anche titoli esauriti o fuori commercio».
Addolorato è pure il gallerista Emilio Mazzoli che dispone di una straordinaria biblioteca di poesia. «Sono triste perché oltre ad essere mio amico, era una persona delicata, buona e professionale. Era il mio libraio personale da 35 anni, con una rapporto di affetto, di stima, oltre che di lealtà e discrezione. Per le novità contemporanee era il mio editore personale. Aveva un bel rapporto gli autori, gli editori, con i clienti. Una persona d'altri tempi, capace di discorrere, intrattenere, saper consigliare. Non era per niente avido. Era bello acquistare un libro da lui».
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