Asppi: «Condomini da tutelare»
«Tanta fatica per le Umi». Vaccari: «Imu agli inagibili, presto ci sarà la svolta»
MIRANDOLA. Nei condomìni e nei centri storici il lavoro di ricostruzione sta andando avanti, ma rimangono alcune incognite: nella riparazione di edifici privati si fa fatica a riunire le unità minime di intervento per procedere con gli interventi. Ancora, se il 30 giugno non verrà rinnovata la proroga per gli sgravi fiscali sugli immobili, da quella data scatterà l’Imu al 50% sugli alloggi inagibili. Queste, in sintesi, le istanze emerse nell’incontro al bar La Fenice, alla Galleria del Popolo, organizzato dall’Associazione dei Piccoli proprietari per fare il punto sulla ricostruzione a tre anni dal sisma.
All’appuntamento hanno partecipato i vertici di Asppi guidato dal presidente modenese Giovanni Guazzaloca, il sindaco Maino Benatti e il senatore Stefano Vaccari. Quest’ultimo, rispondendo sull’Imu sugli alloggi inagibili ha sottolineato il lavoro della Regione “per individuare la platea dei soggetti che versano in quelle condizioni. Siccome il numero si è rivelato inferiore alle stime che aveva fatto la Ragioneria generale dello Stato, cercheremo di allungare la proroga riconoscendo che l’inagibilità era una condizione tale per cui l’Imu non va applicata. Le zone franche urbane? Il ministero dell’economia ha lavorato sulla base delle nostre indicazioni e si attende il primo provvedimento utile nel quale collocarlo».
È spettato al sindaco Benatti, invece, fare il punto sulla ricostruzione locale. «Sono 786 le domande accettate e a 628 persone sono stati assegnati contributi. Il centro storico è più avanti rispetto al resto della città. Qui, il numero di richieste accettate è di 168 e i contributi assegnati sono 148. In totale, tra finanziamenti pubblici e privati, in centro gli investimenti sono di 170 milioni. Negli ultimi giorni stanno poi avanzando le procedure di ripristino dei grandi condomìni. Sul fronte dei progetti pubblici abbiamo dato incarico ai progettisti. Tra tutti, si distinguono il Barchessone di San Martino e il teatro, più avanti rispetto agli altri beni. Stiamo lavorando poi sulle scuole elementari, municipio, chiesa del Gesù, via Montanari dove faremo una casa per la disabilità».
Serena Arbizzi
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