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Centri commerciali e Comune di Modena: accordo per i festivi

Centri commerciali e Comune di Modena: accordo per i festivi

Anche Esselunga ha aderito al patto sulle chiusure: sei giorni dal primo maggio per il 2015 e nove nel 2016

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Ieri i sindacati del commercio di Cgil, Cisl e Uil (Filcams-Fisascat-Uiltcus) di Modena avevano proclamato lo sciopero per le giornate festive civili e religiose del 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno e 15 agosto, per protestare contro le liberalizzazioni degli orari commerciali.

A poche ore di distanza, ieri è arrivato l’annuncio della firma del patto per il Comune di Modena sulle chiusure commerciali nei giorni festivi. L’accordo prevede che in questo 2015 saranno sei i giorni di chiusura a partire dal primo maggio mentre nel prossimo anno 2016 saranno nove, compreso il 25 aprile. Un accordo condiviso da tutti i principali soggetti della grande distribuzione, che hanno aderito alla proposta del Comune di un codice di autoregolamentazione: è stato già sottoscritto dai rappresentanti di Coop Estense, Conad, Di meglio ed Esselunga insieme al sindaco Muzzarelli e all’assessore alle attività economiche Rotella, che avevano incontrato anche i sindacati del settore. Nella parte rimanente del 2015 le sei giornate di chiusura condivise saranno 1 maggio, 2 giugno, 15 agosto, 1 novembre, 25 e 26 dicembre. Per il 2016 ci saranno anche 1 gennaio, Pasqua (facoltativo il lunedì di Pasqua) e il 25 aprile che, per alcune insegne, quest’anno non è stato possibile inserire.

«Abbiamo trovato un punto di equilibrio importante – ha detto il sindaco Muzzarelli – tra le necessità degli operatori commerciali, il servizio al consumatore, i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori al riposo festivo, l’esigenza della comunità a vedere riconosciuto il valore di alcune festività».

La premessa del documento, infatti, sottolinea come la normativa nazionale consenta oggi «alle attività economiche, operanti nel settore del commercio al dettaglio, di organizzare il servizio di vendita al pubblico senza vincoli di orari e di giornate di chiusura», ma è stata, appunto condivisa «la necessità di contemperare il diritto imprenditoriale alla totale libertà di azione in termini di calendario delle aperture con l'adozione di un codice comportamentale che persegua il rispetto delle principali ricorrenze civili e religiose».

Anche Esselunga, che aveva disertato le prime riunioni, ha sottoscritto l’accordo. Il Comune di Modena sottolinea che «l’accordo rappresenta una piattaforma di chiusure condivise sottoscritta volontariamente in anticipazione delle proposte di legge in discussione al Parlamento». Gli scioperi proclamati restano in essere, anche perché riguardano non solo Modena ma l’intera provincia .

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