Compostaggio: giunta boccia ampliamento
Nonantola. Depositata la richiesta di valutazione di impatto ambientale per 28mila tonnellate l’anno
NONANTOLA. L'amministrazione comunale dice no all'aumento della capacità di trattamento e incremento della quantità di rifiuti speciali dell' impianto di compostaggio di via Larga, per il quale la società che ne ha in cura la gestione ha chiesto invece ristrutturazione. A fine marzo, infatti, la ditta Sara srl (gruppo Inalca) ha depositato presso la Provincia una richiesta di Valutazione di Impatto Ambientale per ristrutturare l'impianto, richiesta che è finalizzata ad incrementare la capacità di trattamento dalle attuali 15.900 tonnellate annue a 28.000 nonché «alla variazione del mix di rifiuti speciali trattati, con diminuzione dei rifiuti organici di origine urbana e notevole incremento dei fanghi di depurazione e dei sottoprodotti animali».
L'iter innestato per l'autorizzazione si avvale della Conferenza dei Servizi. Centocinquanta i giorni che consentiranno agli interlocutori (Comuni di Nonantola, di Sant'Agata Bolognese, Arpa, Ausl, Vigili del Fuoco, Consorzio di Bonifica e la Provincia, che presiede) di pronunciare parere. Lunedì scorso c'è stata, come di consuetudine, la riunione di apertura, nel corso della quale è stato presentato il progetto. Si è stabilito inoltre che per chiedere integrazione della documentazione, data di scadenza sarà il 29 maggio. Di qui l'invito dell'Amministrazione ai soggetti interessati a prendere visione dei documenti, sul sito della Provincia o sul sito del Servizio Ambiente del Comune. Il punto nodale però è che l'integrazione territoriale dell'impianto esistente viene da tempo considerata delicata tanto che in passato la Provincia, a seguito di verifiche sulle emissioni, aveva imposto limitazioni alla capacità di trattamento. L'Amministrazione di Nonantola reputa che non si stia andando verso la giusta direzione ed «auspica che ogni intervento previsto sull'impianto preveda il miglioramento della condizione attuale, sia in termini della riduzione dell'impatto ambientale propriamente detto, sia in termini di emissioni odorigene». L'integrazione di questi impianti con il bacino sul quale si trovano è tema ribadito dal governo locale, che chiede efficienza e tutela dell'ambiente «in modo da garantire così la corretta chiusura del ciclo dei rifiuti urbani con i minimi trasporti possibili per spostare i rifiuti da un sito ad un altro. Inoltre l'area in questione non può sopportare l'ampliamento di impianti di questa o altra natura in quanto già satura e a ridosso di un'importante area naturalistica che l'Amministrazione intende tutelare». Ciò detto, la posizione di Nonantola rimane aperta. Assicura infatti che si adopererà «per fornire il proprio contributo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
