Gazzetta di Modena

Modena

E le azioni Hera restano vincolate

La maggioranza rinuncia a dieci milioni e blocca la cessione di quote fino al 2018

2 MINUTI DI LETTURA





«Vendiamole tutte, portiamo a casa 10 milioni e usiamoli per la città».

«No, vincoliamole nuovamente e manteniamo il controllo pubblico».

Il dibattito su Hera e sulla vendita delle azioni in possesso del Comune di Sassuolo, l’altra sera in consiglio comunale, si è sviluppato secondo questi due filoni. L’opportunità viene dalla legge che obbliga a sciogliere la società (Hsst) che detiene e vincola le azioni Hera dei Comuni soci della multiutility. Fino a ieri uscire da Hera e vendere i titoli era impossibile, adesso invece le azioni tornano nelle mani dei municipi.

«Non solo si possono vendere recuperando dieci milioni utili per le casse comunali - spinge Luca Caselli dei Sassolesi – ma è il colpo di fortuna in cui speravamo, la possibilità concreta di uscire completamente da Hera e rivedere l’intera gestione dei nostri servizi. Possiamo continuare ad affidarli a Hera da clienti, fare un bando ad evidenza europea e strappare un contratto migliore, addirittura usare questi dieci milioni per portare il servizio rifiuti in carico a Sgp e cominciare a fare utili veri con la nostra partecipata».

La scelta finale però, con i voti del Pd e della Lista Pistoni, è stata ben diversa: azioni vincolate da un nuovo Patto di sindacato insieme agli altri Comuni del bacino Hera, fino al 2018. Con la possibilità di venderne una quota ogni anno (per un totale in tre anni di circa 7-800mila euro, ai quali si aggiungono i dividendi azionari da 400mila euro circa all’anno).

«Vendendo le azioni - ha spiegato il sindaco Pistoni - recupereremmo capitale, che si può usare per investimenti, non per spesa corrente del Comune. In ogni caso a livello di investimento parliamo di titoli che ci rendono il 4 per cento, una quota importante. Le multiutility sono in tutte le regioni, sono di grandi dimensioni e per questo offrono servizi a prezzi contenuti. Il controllo pubblico consente di ragionare insieme di tariffe e qualità. Non credo alle piccole e piccolissime società locali e alla loro convenienza. Mi sarebbe facile incassare i dieci milioni e fare bella figura ma non la ritengo una scelta lungimirante».

A favore della vendita totale o comunque di una quota importante, anche Giorgio Barbieri per Sassuolo 2020 e Silvano Rutigliano dei 5 Stelle. A favore del nuovo patto di sindacato invece la lista Pistoni: «Svendere tutto - ha detto Giuseppina Matozza - significherebbe esporre la società a scalate e a incertezze in assenza di controllo pubblico».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google