Gazzetta di Modena

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APPELLO AL PARTITO MODENESE

«Fermatevi, c’è un Pd da salvare»

Cigni, Rusticali, Finelli: «Meno “marchette” personali, più sostegno»

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«L'invito che noi facciamo è quello di un rilancio e di un rinnovamento, anche strutturale e organizzativo, della forma Partito». L’appello arriva da tre “veterani” della politica modenese Fausto Cigni, Antonio Finelli e Sergio Rusticali, preoccupati di quanto per quanto sta accadendo a livello nazionale e - in particolare in città. I tre invitano tutti gli esponenti ad una riflessione e lanciano alcune proposte. Ad esempio per superare lo stato di torpore in cui è caduto il parito, in particolare con la nascita di associazioni create da esponenti di primo piano del partito (leggi Antonio e Ho in mente Modena). «Queste associazioni possono avere una duplice funzione. - spiegano - Una, assolutamente nobile e cioè di tenere insieme e non disperdere un popolo della sinistra che si sta allontanando dal partito e va a ingrossare le file dell'astensionismo, l'altra un po' meno nobile, ma comprensibile, e cioè di raccogliere consenso per future aspirazioni di carattere elettorale. Entrambe le tendenze, se finalizzate a recuperare la scissione tra elettorato e rappresentanza politica, possono anche andar bene. Il punto però è che questi fenomeni sono la dimostrazione che comunque il tradizionale soggetto politico "Partito", viene di fatto considerato superato. E su questo non siamo d'accordo. E allora sarebbe bene fermarsi e capire bene il ruolo e l'impostazione di questi nuovi soggetti». Ciò detto i tre forniscono la loro ricetta per il rilancio del Pd propongono: « A Modena, per esempio, si dovrebbe puntare ad affidare le massime responsabilità a giovani che abbiano alle spalle un minimo di esperienza politica. - scrivono - Si dovrebbero rilanciare percorsi di formazione politica. Si dovrebbe riflettere anche sulla necessità di una semplificazione della stessa organizzazione locale del Partito. Ricordiamo, che a Modena si affacciano anche elementi di crisi di tipo finanziario che stanno causando scelte del tutto inedite, e dolorose, come i contratti di solidarietà per i dipendenti. Queste decisioni dovrebbero rendere necessario recuperare un senso di responsabilità diffuso in chi è stato eletto o nominato, ovvero il rispetto delle norme che prevedono il sostegno al partito attraverso l'iscrizione e il contributo personale. Questo è il partito che vogliamo e non quello, invece, che troppo spesso appare sulle pagine dei giornali, intento alle solite "marchette" nelle nomine (vedasi Fondazione e dintorni) o asserragliato ad osannare il leader del momento».

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