«Ospedale, un nuovo reparto per fare fronte al super lavoro»
Donati, direttore della struttura, fa il punto sull’attività svolta negli ultimi dodici mesi: «Siamo in grado di garantire efficienza e qualità anche nei momenti di maggiore impegno»
VIGNOLA. L'ospedale di Vignola, durante l’inverno appena trascorso, ha dovuto affrontare un periodo di lavoro molto intenso. «Abbiamo avuto un iperafflusso di pazienti» fa sapere Andrea Donati, direttore della struttura. «È stato un problema comune a tutta la Provincia, che però ha costretto l'ospedale ad affrontare un periodo di stress lavorativo, con picchi di occupazione che sono arrivati al 100%; la situazione è tornata alla normalità nelle ultime settimane». L'ospedale, in ogni caso «ha reagito molto bene», dice Donati. «Siamo riusciti a mantenere invariata tutta l'attività già programmata. In ogni caso, per affrontare meglio la situazione, abbiamo aperto un nuovo reparto di degenza da dieci posti letto e abbiamo assunto dodici persone, tra infermieri e ausiliari, per accudirlo». Donati spiega che il nuovo reparto è situato «nell'area in cui prima si trovava il day surgery, ora spostato nell'area chirurgica, quindi adesso i letti di degenza ordinaria di ortopedia, di chirurgia e di day surgery si trovano tutti in una stessa area, per permettere al personale di avere il giusto controllo sulla situazione. Il nuovo reparto è stato aperto in via straordinaria, è tuttora in funzione e decideremo se farlo diventare ordinario o meno». L'iperafflusso che ha portato all'apertura di un nuovo reparto è stato particolarmente ingente, ma non sarebbe la prima volta che l'ospedale di Vignola affronta situazioni di non facile gestione. «In occasione del terremoto - dice Lorenzo Guicciardi, direttore di radiologia - abbiamo dovuto spostare migliaia di pazienti in pochi giorni e insieme agli altri ospedali della provincia abbiamo mantenuto l'offerta sanitaria». Anche l'iperafflusso invernale non è stato una peculiarità, fa sapere Donati: «È una situazione normale: durante la stagione fredda la popolazione si ammala più spesso e gli anziani o coloro che sono esposti a malattie croniche sono colpiti più duramente». Difatti, alla fine del 2014 gli accessi al pronto soccorso dell'ospedale di Vignola sono stati 20931, solo 92 in più rispetto al 2013, per una media di circa 57 pazienti al giorno. «Si parla soprattutto di anziani - dice Donati - perché anche se il territorio di Vignola ha una maggiore percentuale di giovani rispetto alla media provinciale, si tratta di una differenza minima». Infatti, se il tasso di natalità nel territorio vignolese è di 9.9 nuovi nati ogni mille residenti, gli abitanti over 75 rappresentavano l'11,2% della popolazione nel 2013, con 143,7 anziani ogni cento giovani. Continua Donati: «La stragrande maggioranza dell’assistenza sanitaria su una persona viene prestata negli ultimi cinque anni di vita. Cinquant'anni fa c'era una popolazione essenzialmente giovane e sana che entrava in ospedale per singoli episodi di malattie o traumi e ne veniva dimessa guarita; oggi c’è una popolazione più anziana e soggetta a malattie croniche. Queste patologie vengono curate essenzialmente sul territorio, in famiglia, negli ambulatori o nelle case della salute, che si curano del paziente nel lungo periodo. L'ospedale interviene nei momenti in cui c'è bisogno di una elevata tecnologia, ovvero durante le emergenze».
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