Picchiata e legata da tre rapinatori slavi
San Felice. Pensionata di 76 anni sequestrata da una banda ieri mattina al rientro nella sua abitazione, bottino 3500 euro
SAN FELICE. Sequestrata, minacciata, picchiata e legata da tre slavi che l’hanno rapinata in pieno giorno, a casa sua. Una violenza inaudita su una pensionata indifesa, rimasta in balia dei rapinatori per oltre mezzora. Il tutto per razziare a lei e alla famiglia della figlia che vive nella casa accanto quel che restava dall’ultima visita dei ladri, i quali nella Bassa sono una piaga ormai comune a tutti.
Carmen, 76 anni, abita poco fuori Rivara, in via Marzana, verso Dogaro. Ieri è uscita di casa di buon mattino, in bicicletta. Ha salutato la nipote Giorgia diretta al lavoro, poi ha intrapreso il suo giro quotidiano, verso Finale. Non erano neanche le 10 quando è tornata. Ha attraversato il cortile con la bici a mano ed è andata sul retro: «Mi sono trovata davanti un’uomo, mi ha afferrato con violenza e trascinata all’interno», ha raccontato la donna ai carabinieri.
Il bandito era il terzo di un quartetto. Due erano già penetrati all’interno, forzando le inferriate di una finestra e il quarto era in giro, alla guida dell’Audi nera - quasi certamente rubata - con cui gli slavi erano arrivati a Rivara.
Avevano la carnagione olivastra - racconterà la vittima sotto choc ai carabinieri di San Felice descrivendo i banditi - ed erano violenti, Con lei parlavano italiano, tra di loro in slavo.
«Uno mi teneva per il collo - ha riferito Carmen - gli altri avevano già messo sottosopra tutta la casa. Si sono infilati anche nella casa di mia figlia, seminando lo stesso disastro. Continuavano a chiedermi i soldi e l’oro...». In casa della figlia Rita, i tre hanno anche individuato una cassaforte.
«Utilizzata solo per i documenti di famiglia - spiegherà poi Rita - perché a casa ci avevano già rubato quasi tutto qualche tempo fa».
Ma gli slavi non volevano sentire ragioni. Volevano la chiave, così hanno minacciato ripetutamente la pensionata e per convincerla sono passati ad una inaudita violenza, una violenza senza pietà, inaccettabile. Carmen è stata colpita in particolare con un pugno all’occhio, che le ha provocato una grave tumefazione e il sanguinamento del naso e del volto volevano la chiave della cassaforte.
Poi, quando si sono convinti, che la donna non aveva la chiave, hanno provato a scardinarla dal muro, aggiungendo danno al danno.
Quindi, per coprirsi la fuga - dopo avere racimolato gioielli, telefoni e soldi per circa 3500 euro - hanno legato Carmen mani e piedi, utilizzando le cinture della nipote. Infine l’hanno chiusa in bagno della ragazza. La pensionata è rimasta lì, inerme, ferita, spaventata, per almeno mezzora. Finchè è riuscita a farsi notare dalla finestra da tre muratori di passaggio lungo la strada. I tre sono entrati, l’hanno liberata e chiamato carabinieri e familiari. I militari hanno così potuto avviato le indagini, con i rilievi tecnici e cercando i testimoni.
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