Rete Imprese dice sì Il bilancio è promosso
PAVULLO. Bilancio di previsione 2015 sostanzialmente promosso dalle associazioni di categoria, che apprezzano le linee di indirizzo per il territorio di Pavullo pur rinnovando la richiesta di...
PAVULLO. Bilancio di previsione 2015 sostanzialmente promosso dalle associazioni di categoria, che apprezzano le linee di indirizzo per il territorio di Pavullo pur rinnovando la richiesta di alleggerimento fiscale non appena ci saranno le condizioni. La delegazione di Rete Imprese della zona (Confcommercio-Fam, Cna, Confesercenti e Lapam) ha incontrato martedì sera il sindaco Romano Canovi e l’assessore al Bilancio Stefano Iseppi, parlando all’indomani di un confronto “costruttivo” sul documento finanziario approvato in Consiglio comunale il 9 aprile.
«Sono emersi elementi positivi - osservano in una nota congiunta - come l’intenzione di recuperare le risorse necessarie a chiudere in pareggio anche da un taglio alla spesa, cosa che abbiamo sempre chiesto, nonché di procedere per circa 5,5 milioni a investimenti incentrati in particolare su manutenzioni stradali, arredo urbano e illuminazione pubblica».
Nello specifico del fronte tasse, si riconosce “che alcune delle nostre pressanti richieste sono state accolte: non ci saranno infatti aumenti di Imu sui beni strumentali commerciali ed artigianali, non verranno ritoccate le aliquote Tasi e la Tari non subirà alcuna variazione”. Le associazioni sottolineano anche l’importanza degli impegni assunti dal sindaco: «Accelerare sull’unificazione dei Comuni prima ancora che prevederne la fusione, concertare con le associazioni l’elaborazione del prossimo bilancio e procedere ad uno studio per la revisione dei valori delle aree edificabili, su cui ci sarà poi un approfondimento specifico teso a verificarne l’impatto sui contribuenti del territorio. In conclusione crediamo che l’amministrazione abbia dato alcuni segnali di attenzione verso il mondo delle imprese, per il quale la situazione rimane assai complicata. Resta il rammarico per l’aumento della pressione tributaria sulle seconde case, nella convinzione che sia ancora lungo il percorso di razionalizzazione della spesa». (dm)
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