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l'inchiesta / 4

S. Biagio, tempio carmelitano ricco di numerosi capolavori

S. Biagio, tempio carmelitano ricco di numerosi capolavori

Costruita nel 1319 per i Padri Carmelitani, la chiesa di S. Biagio, già intitolata a Santa Maria del Carmine, viene rifatta nel 1661 su disegno delll'architetto Galaverna. Staordinaria, oltre agli...

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Costruita nel 1319 per i Padri Carmelitani, la chiesa di S. Biagio, già intitolata a Santa Maria del Carmine, viene rifatta nel 1661 su disegno delll'architetto Galaverna. Staordinaria, oltre agli affreschi di Mattia Preti, la ricchezza di opere da scoprire nei nove altari: dalla pala raffigurante S. Lucia, S. Agata e S. Apollonia, di Luigi Manzini al dipinto di Dosso Dossi con S. Alberto che capesta il demonio in forma di donna; dall'Annunciazione di Giovanni Battista Codibue, al S. Giovanni della Croce del modenese Francesco Vellani; da S. Teresa che sta per baciare il piede del Bambino, di Bettino Cignaroli, agli affreschi, in sagrestia, con il Profeta Elia sul carro di fuoco che getta il mantello al discepolo Eliseo, di Angelo Michele Colonna e Agostino Mitelli. Nel corridoio che porta al campanile il sepolcro della Venerabile Maria Francesca d'Este, al secolo Eleonora, morta nel 1722. Da segnalare il chiostro dove, pochi anni fa, sono stati scoperti due affreschi del Trecento: "Annunciazione" e "Madonna con Bambino, San Martino e gli offerenti".Nell'ambiente adibito a cappellina un soffitto a cassettoni e un affresco su massello con la "Vergine con il Bambino" di Tomaso da Modena. (m.f.)

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