«Se si proseguisse con i tagli alle risorse ci sarebbe il collasso»
Vignola. I vertici del nosocomio: «Per un po’ il sistema regge ma non si può proseguire all’infinito, la tecnologia costa»
VIGNOLA. «Per un po' il sistema regge, ma ovviamente se i tagli continuassero si rischierebbe di collassare». Così Andrea Donati, direttore dell'ospedale di Vignola, descrive come i tagli inciderebbero sullo sviluppo di un ospedale come quello da lui gestito. I tagli che si profilano all'orizzonte, in particolare, sono quelli che potrebbero essere conseguenza della legge di stabilità: qualora diminuissero i fondi destinati alle Regioni, queste sarebbero costrette a rifarsi sulla sanità. Donati, però, non è troppo preoccupato da questa eventualità: «I tagli degli ultimi anni non hanno inciso in modo particolare. Nei decenni precedenti, la sanità è sempre cresciuta, come investimenti, anche più dell'inflazione. Nel 2013 c'è stata una contrazione, nel 2014 c'è stato qualche investimento in più, per il 2015 vedremo. L'azienda Ausl ha un bilancio con cifre molto importanti, e i tagli, nella sanità, sono legati soprattutto a un non adeguamento dei costi».
L'attività ospedaliera, fa sapere ancora Donati, «è per sua natura costosa, poiché l'ospedale è il luogo in cui si interviene in modo pesante e intenso contro le malattie».
«L’ospedale è un concentrato di tecnologie e questo comporta dei costi. Dal 2000 al 2013 sull'ospedale sono stati fatti investimenti per poco più di un milione di euro l'anno. Se dovessero esserci dei tagli, gli investimenti sarebbero il primo dei settori colpiti, perché ovviamente ci sarebbe da pensare prima alla manutenzione». Tagliare sugli investimenti significherebbe tagliare sull'innovazione tecnologica, ma in questo campo intervengono anche altri enti che, con i loro contributi, aiutano la tecnologia dell'ospedale nel mantenersi al passo coi tempi: «Un ruolo all'interno dell'ammodernamento dell'ospedale ce l'hanno anche le fondazioni, con le loro donazioni - dice Donati - Dal punto di vista meramente economico si tratta di eventi sporadici e poco incisivi, ma hanno un grande valore affettivo, perché scegliendo dimostrano il loro legame con il territorio e il valore che l'ospedale ha per esso; le donazioni non portano solo l'immissione di denaro fresco, ma ci permettono, in particolare, di raggiungere con qualche anticipo obiettivi importanti, come l'ecografo donato recentemente al reparto di radiologia da parte della Fondazione Cassa di Risparmio, che è stata molto disponibile nel venirci incontro».
L'ecografo di nuova generazione è stato donato alla struttura sanitaria dalla Fondazione Cassa di Risparmio su richiesta specifica dell'azienda ospedaliera, fa sapere Lorenzo Guicciardi, direttore di radiologia: «Abbiamo fatto richiesta di un nuovo ecografo perché quello vecchio aveva ormai dieci anni e cominciava a dare problemi, essendo fuori tempo massimo per restare in servizio. L'ecografo nuovo è stato collaudato poche settimane fa e ci permette di garantire una migliore qualità diagnostica per i pazienti».
Enrico Vincenzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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