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Si attende l’arrivo dei soldi per le chiese, ma finora solo promesse

Si attende l’arrivo dei soldi per le chiese, ma finora solo promesse

Nessun rischio di perdere opere o edifici, ma di fatto si è fermi al 29 maggio 2012 E intanto una comunità parrocchiale come S. Agostino si è come dissolta

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Tutto è tranquillo per le opere d'arte «Nessun problema specifico, perché il sisma - assicura Francesca Piccinini, direttrice del Museo Civico - non ha prodotto rovine. Abbiamo recuperato nella chiesa del Voto due dipinti ("Il transito della Vergine" e il "Transito di S. Giuseppe" dello Stringa) per i quali, già prima del sisma, c'era un preventivo per un intervento. Li abbiamo restaurati con il contributo del Lions Club Modena Host, e dallo scorso anno sono esposti nella sala Campori del Museo. In verità c'è una terza opera, sempre nell'abside della chiesa, in cerca di restauro. Se trovassimo uno sponsor...».

Intanto non ci sono soluzioni per accelerare l'operazione di apertura delle chiese. «Purtroppo non possiamo togliere le opere dalle chiese e metterle nel museo. Gli spazi espositivi vengono utilizzati per le nostre iniziative. Stiamo lavorando alla mostra del Tassoni, per i 450 anni dalla nascita. Abbiamo un programma molto mirato e rapporti con altre istituzioni. Siamo vincolati».

«Incredibile che la chiesa di San Agostino - dice don Graziano Gavioli - sia rimasta chiusa per tanto tempo. E chissà quando riaprirà. Circa 300mila euro i danni. La Regione ha i soldi disponibili e non si capisce perché i lavori non siano stati avviati. C'è da pensare che qualcuno tenga fermo il progetto. I disagi sono enormi. Tanti fedeli hanno preso come riferimento altre parrocchie. Dico messa nella chiesa di San Barnaba che pure presenta lesioni ma non è pericolosa. Arrivarci è più disagevole per gli anziani che non possono fare molta strada a piedi. A quella di San Agostino si arriva in auto. Così è stata dispersa una comunità».

Stesso problema per la parrocchia di San Biagio, dove don Gianni Gherardi, per celebrare la messa, impiega la sagrestia nei giorni feriali. Di domenica, invece, la cerimonia avviene nella chiesa di S. Vincenzo. Si parla di 800mila euro per intervenire nell’ edificio.

«Non ha subito danni, ma resta ugualmente chiusa - fa notare il ricercatore di storia modenese Giuseppe Perini - la chiesa comunale di San Lazzaro, costruita verso la fine del XII secolo, vicino ad un ospizio per lebbrosi. Ha bellissimi affreschi sulle storie della vita di San Lazzaro e di S. Maria Maddalena, sulla Sacra Famiglia. E' inammissibile che in tre anni non si sia fatto nulla per i luoghi sacri che non possono ospitare funzioni religiose e mostrare i loro tesori d'arte. Le preferenze dei nostri amministratori vanno ai prodotti tipici. Poco attenzione alla cultura».

Le cose vanno a rilento e si lamentano pure i restauratori. «Abbiamo costituito - sostiene Maurizio Raimondi - il "Consorzio S. Geminiano" di otto restauratori in vari settori. Si lavora poco anche se sono oltre 100 le chiese, chiuse per danni, nelle diocesi di Modena e Carpi. Si è pensato a coperture provvisorie, a tamponature con travi per evitare crolli, a ponteggi che vengono presi a noleggio, ma gli altri lavori, quelli che costituiscono il 90%, non partono. Le difficoltà riguardano la gestione del denaro, la burocrazia. Non si sa da chi vengono fatte le scelte, chi dirige le varie situazioni...». Il caos è sempre più presente. (m.f.)

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