Solo a gennaio 160 accessi e 196 test toracici
Nei mesi più freddi aumenta il numero delle persone anziane che necessitano di ricovero ed esami
VIGNOLA. Nei mesi invernali tra 2014 e 2015 l'ospedale di Vignola ha vissuto una situazione di grande stress lavorativo e il reparto di radiologia non fa eccezione: «In gennaio - spiega il direttore del reparto Lorenzo Guicciardi - per circa 160 accessi, sono stati eseguiti circa 196 esami toracici, mentre normalmente stiamo sui 70 nello stesso mese. È anche aumentata l'attività di pronto soccorso, per l'apertura di questo piccolo nuovo reparto che cura principalmente l'urgenza, che implica un aumento dell'attività su radiologia. Quest'anno a gennaio abbiamo avuto circa 250 esami in più correlati con l'urgenza, numero molto consistente». Nel reparto lavorano cinque medici, per circa 43 mila esami ogni anno. «Si tratta soprattutto di interventi di routine - spiega Guicciardi - ma riguardano un numero notevole di persone ed è un'attività importante: durante la routine è possibile riscontrare tumori, come quelli dell'intestino, eventualità che è abbastanza frequente in queste zone». Il reparto di radiologia è stato ristrutturato recentemente, come parte del progetto di ammodernamento e potenziamento della struttura ospedaliera iniziato nel 2006. Gli interventi di rinnovamento, però, non si sono fermati lì e l'investimento sulle nuove tecnologie è continuato negli anni: «Da questo punto di vista siamo ben forniti e la cosa importante è mantenere l'attrezzatura e la tecnologia allo stato dell'arte, che facciamo il possibile per realizzare, grazie al supporto dell'azienda e, in parte alle donazioni mirate delle fondazioni». Una delle attività centrali del reparto è lo screening per il rilevamento del tumore al seno, attività che, fa sapere Guicciardi, «ha assunto sempre più importanza e la Regione ne ha allargato la fascia d'età di competenza, che ora va dai 45 ai 74 anni, mentre prima andava dai 49 ai 69. L'attività viene portata avanti grazie a un nuovo mammografo acquistato dall'ospedale, più sicuro e che espone a meno radiazioni. Noi aderiamo a un programma di monitoraggio delle radiazioni erogate alle pazienti tramite il servizio di fisica sanitaria, l'acquisizione di questo nuovo mammografo è stato un grossissimo passo avanti. La macchina ci permette di avere una migliore qualità delle immagini, consultabili in rete dai medici con una migliore qualità diagnostica» (e.v.)
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