Stupendi affreschi di Mattia Preti divenuti invisibili
E' un vero peccato che vengano sottratti allo sguardo dei modenesi, ma anche dei possibili turisti, gli splendidi affreschi che Mattia Preti (1613-1699), detto il Cavalier Calabrese, realizzò nella...
E' un vero peccato che vengano sottratti allo sguardo dei modenesi, ma anche dei possibili turisti, gli splendidi affreschi che Mattia Preti (1613-1699), detto il Cavalier Calabrese, realizzò nella chiesa di S. Biagio dal 1642 al 1650. Nella cupola il Paradisino con i santi dell'Ordine Carmelitano. L'Eterno Padre, il Redentore, la Vergine e una gloria di angeli occupano la parte superiore della cupola. E tutto intorno la gerarchia dei santi e dei beati. C'è posto per S. Pietro e S. Paolo, per S. Giovanni della Croce e S. Teresa (a sinistra) e S. Giovanni Battista, S. Lorenzo e S. Girolamo (a destra). E ancora: Adamo ed Eva e una santa con la palma del martirio. Nel catino absidale gli angeli musicanti, nei pennacchi i quattro evangeslisti con i simboli. Un lavoro di grande fascino, tanto che A. Leonelli sosteneva che gli affreschi di Preti ricordano "per la grandiosità, le opere di Michelangelo e del Correggio". (m.f.)
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