Villa Fiorita e veleni: appello ai sindaci
«Intervengano loro, la situazione è insostenibile». Mercoledì nuova assemblea sulla formaldeide nel Distretto Sanitario
L’aria di Villa Fiorita, sede del Distretto Sanitario di Sassuolo, si fa sempre più avvelenata. E non solo per la presenza di formaldeide, sostanza cancerogena che si sprigiona dai materiali usati nella ristrutturazione. Dopo un anno e mezzo di indecisioni e perdite di tempo, la situazione nell'ex clinica privata, sta per diventare esplosiva anche dal punto di vista amministrativo e organizzativo.
Nel corso dell'assemblea organizzata dalla Cgil, cui ha partecipato un centinaio di lavoratori della struttura, decine di dipendenti dell'Ausl hanno confermato l'intenzione di chiedere all'Inail il riconoscimento di malattia professionale. Per questo, tramite i patronati sindacali, si rivolgeranno a un consulente medico, primo passo per avviare l'iter burocratico. Altri lavoratori hanno intenzione di aprire un contenzioso legale con l'Azienda sanitaria: cause di risarcimento danni in sede civile. Motivazione: sono stati esposti per oltre un anno e mezzo a una sostanza pericolosa per la salute senza che l'Ausl prendesse provvedimenti seri a tutela dei propri dipendenti.
Oltre a chiedere analisi su analisi, che hanno sempre confermato quello che già si sapeva da ottobre 2013 (formaldeide e altre "sostanze organiche volatili" nell’aria), l'unica prescrizione data dall’Azienda ai lavoratori è stata quella di aprire le finestre degli uffici e arieggiarli ogni due ore. Un consiglio che oltre a sembrare una presa in giro di fronte alla gravità del problema, è anche difficilmente applicabile. «C'è chi ha fatto notare - spiega Anna Paragliola della Cgil - che dopo una vaccinazione, il medico o l’infermiere non può abbandonare il paziente e uscire a prendere aria: il paziente va sorvegliato per intervenire in caso di reazioni avverse».
Ma questo è solo un caso particolare. Lo stesso buon senso suggerisce che aprire le finestre non è una soluzione. E il fatto che i servizi per l'infanzia da maggio saranno trasferiti altrove, non tranquillizza nessuno. È un provvedimento tardivo, ma che conferma come Villa Fiorita sia un edificio insalubre. «Inoltre - spiega la sindacalista - crea lavoratori di serie A e serie B». Quelli di serie B sono quelli che dovranno continuare a stare sette ore al giorno in stanze inquinate, respirando formaldeide.
«In assemblea abbiano voluto chiarire ai dipendenti i percorsi da attivare per far valere i propri diritti. È bene che tutti sappiano, ad esempio, che aprire una controversia con l'Ausl implica doversi rivolgere alla Medicina del lavoro. Che è un servizio della stessa Ausl… Mercoledì prossimo ci sarà una nuova assemblea - prosegue la sindacalista - nel frattempo vogliamo coinvolgere i sindaci del distretto sanitario, a cominciare da quello di Sassuolo, Claudio Pistoni, affinchè intervengano: la situazione è insostenibile. Non è possibile, per i dipendenti continuare a lavorare in quelle condizioni. Spero che dai sindaci arrivino risposte concrete». Risposte che sono mancate da ottobre 2013 a oggi.
La nuova direzione Ausl ha deciso di affrontare il problema, accelerando verso la bonifica degli ambienti, pur con soluzioni che lasciano i lavoratori esposti agli inquinanti (uffici e servizi si sposteranno da una stanza all’altra permettendo il risanamento “a rate” di Villa Fiorita).
Ma già 19 mesi fa si sapeva qual era la causa di mal di testa, mal di gola e arrossamenti degli occhi lamentati dagli operatori del Distretto Sanitario. E dopo ottobre 2013, altri campionamenti (in tutto ben 140) hanno confermato la pericolosità della situazione. Nel febbraio del 2014 “a distanza di alcuni mesi” dal primo allarme, nel rapporto finale di una delle tante analisi compiute,, si legge. «La maggior parte dei composti citati non dovrebbero essere presenti in aria indoor, in quanto determinano condizioni ambientali insalubri a causa della presenza di alcune sostanze particolarmente pericolose per la salute». Solo ora si corre ai ripari.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
