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Appalto metanizzazione di Ischia Napoli si tiene l’inchiesta su Cpl

Appalto metanizzazione di Ischia Napoli si tiene l’inchiesta su Cpl

Dopo l’annuncio che tutto passava a Modena, il Riesame ci ripensa. Il maxi fascicolo si spezza in due Casari per ora resta in carcere. E Massimo D’Alema interviene: «Legittimo sostegno a Italianieuropei»

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CONCORDIA. Il Tribunale del Riesame di Napoli ha confermato l'ordinanza di custodia in carcere nei confronti di Roberto Casari, l'ex presidente della Cpl. Anche questi giudici hanno disposto la trasmissione degli atti alla Procura di Modena per competenza territoriale, analogamente a quanto stabilito nei giorni scorsi da diversi collegi del Riesame.

Ma c’è una importante novità, una mezza retromarcia che tiene evidentemente conto delle perplessità mosse dalla Procura di Napoli sul trasferimento di tutta l’inchiesta a Modena. Ovvero, se si sostiene che l’associazione a delinquere (reato che si porta dietro gli altri) è stata “commessa” a Concordia, si fa fatica a dire la stessa cosa della associazione a delinquere (o giù di lì) per la metanizzazione di Ischia, visto che è evidente in atti ed interrogatori che teatro di tutto quanto è stata proprio Ischia. E così, a sorpresa, l’inchiesta si spezza in due, sempre che non arrivino a breve altri colpi di scena, come ormai ci si sta abituando a vedere. Così a Napoli resta il procedimento nei confronti del sindaco di Ischia Giosi Ferrandino e Silvano Arcamone, dirigente del settore tecnico del Comune di Ischia. Per quanto riguarda questi ultimi due, infatti, il Tribunale non indica nella sua ordinanza - contrariamente alle precedenti pronunce - alcuna altra sede, e quindi si evince che si ritenga confermata per loro la competenza dell'autorità giudiziaria partenopea.

Per tale motivo si è creata l'anomalia di presunti corrotti (Ferrandino e Arcamone, accusati di aver ricevuto soldi e utilità dai dirigenti della Cpl per l'appalto per la metanizzazione dell'isola) sotto inchiesta a Napoli e i presunti corruttori (tra cui Casari) indagati a Modena, quando invece, almeno per i reati di Ischia, gli atti relativi a Casari dovevano restare a Ischia. Una situazione assurda che potrebbe essere sanata - come spiegano alle agenzie di informazione le fonti giudiziarie - anche da un'eventuale dichiarazione di incompetenza territoriale da parte del gip di Modena, Romito, che ai primi di maggio dovrà riemettere i provvedimenti cautelari in seguito al trasferimento dell'inchiesta. Ma è possibile che intervenga anche la Corte di Cassazione. Intanto il Tribunale del Riesame di Napoli ha concesso gli arresti domiciliari al sindaco di Ischia, Giosi Ferrandino. L’ordinanza di ieri ha anche stabilito che Arcamone resta ai domiciliari, così come resta l'obbligo di dimora nel Comune di residenza per Giorgio Montali, consulente della Cpl, e Massimo Continati, funzionario della Cpl.

Intanto, ieri pomeriggio, Massimo D’Alema, ospite a Modena, difende il sostegno della cooperativa di Concordia alla Fondazione Italianieuropei.

«Conosco Casari da tanto tempo - ha detto l’ex segretario del Pd a Modena proprio per presentare la rivista Italianieuropei - e sono stato vicino a questa azienda nei momenti dolorosi del terremoto. La Cpl che ogni anno destinava centomila euro a varie istituzioni, negli ultimi tre anni aveva deciso che ventimila euro fossero dati alla Fondazione Italianieuropei. Una cosa legittima, risulta nei bilanci loro e nostri. Cosa devo fare? Prevedere che in futuro un’azienda sarà indagata per corruzione? Dove sta la colpa? Io presiedo una fondazione culturale con una lunga storia e in un paese dove non c’è nessuna forma di sostegno pubblico. Bisogna preservare le persone che non sono indagate e che sono estranee ai reati che vengono contestati, quelle i cui nomi finiscono sui giornali semplicemente in campagne che non hanno altro senso se non quello di destare sospetti e infamare». (ase)

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