Arrestato camorrista affiliato al clan Di Lauro
Estorsioni e droga. Maxi operazione dei carabinieri di Napoli: 27 in manette Tra questi Giovanni Bellone, che si era trasferito in città da qualche anno
Aveva pensato di cambiare aria, le tensioni generate tra il clan camorristico dei Di Lauro e i cosiddetti “scissionisti” stavano probabilmente diventando troppo alte, e si era trasferito da Napoli a Sassuolo. È qui che è stato raggiunto Giovanni Bellone, 42 anni, arrestato martedì scorso dai carabinieri del comando di Sassuolo, nell'ambito di una maxi operazione dei carabinieri del nucleo investigativo di Napoli, che ha portato all'arresto di 27 persone ritenute affiliate al clan Di Lauro di Secondigliano. Tra i 27 c’era anche Bellone, che nel napoletano “lavorava” per il clan camorristico partenopeo. Ora dovrà risponde dei reati di estorsione, spaccio di droga e associazione di tipo mafioso.
Si tratta di un’operazione complessa, di vasta portata, che ha portato a documentare le piazze di spaccio (quelle dove operava, come affiliato, anche Bellone) nei rioni del Terzo Mondo e Berlingieri, a Napoli, da parte del clan Di Lauro, dedito all'import di droga dalla Spagna.
E proprio in Spagna si è evitato il peggio, nel 2008. Il clan Di Lauro, infatti, stava progettando di uccidere alcuni rivali, affiliati agli “scissionisti” in occasione di un evento di risonanza mondiale quale il gran premio di Formula 1 di Montmelò-Barcellona del 27 aprile 2008, ma un blitz dei carabinieri e della guardia civile spagnola ha evitato che il progetto fosse portato a termine.
Bellone era uno degli affiliati, operava nel “settore” spaccio, dove venivano persino utilizzati dei minorenni. Dalle indagini, coordinate dalla Dda di Napoli, infatti, è emerso che veniva utilizzata una ragazzina di 14 anni (all’epoca dei fatti) per confezionare, tagliare e consegnare la droga (i militari dell’Arma hanno sequestrato 31 chilogrammi di cocaina) e per portare la droga ai pusher in attività nelle piazze di spaccio di Secondigliano. Secondo il Gip del Tribunale di Napoli di particolare importanza è stata la ricostruzione dell'organizzazione dedita al narcotraffico che aveva come obiettivo il rifornimento delle piazze di spaccio, attraverso un’articolata organizzazione logistica che metteva in comunicazione Napoli con la Spagna.
E poi c'erano le estorsioni. Attraverso una lotteria fittizia il clan imponeva il pizzo agli ambulanti che allestivano le proprie bancarelle nel mercatino del rione Berlingeri e attraverso le estorsioni – imposte anche con violenza e minacce dal gruppo De Lucia (affiliato al clan Di Lauro) – le casse malavitose lievitavano: si parla di 5 euro a settimana per ogni bancarella.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
