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Bus rotto, studenti abbandonati

Bus rotto, studenti abbandonati

Nonantola. A piedi sul cavalcavia vengono anche multati dai controllori Seta

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NONANTOLA. È accaduto di nuovo: quattro volte in un mese e innumerevoli altre volte dallo scorso anno. Gli autobus scolastici della azienda regionale Tper, che coprono la tratta Nonantola-Modena, si rompono di frequente sicché gli utenti rimangono a piedi. Ieri è avvenuto alle 7 con un'aggravante: alunni e utenti sono stati lasciati a piedi sul cavalcavia modenese tra i Torrazzi e la Crocetta. Le proteste che già c’erano assumono quindi toni accesi. Esacerbati da circostanza aggiunta, cioè il costo alto dell’abbonamento a fronte della frequenza di seri episodi di disservizio.

«Ma non basta. Oltre al danno c'è la beffa - racconta Martina Balin, 21 anni - Il mezzo che si è rotto è l’autobus di riserva perché l’altro è in riparazione. A scuola avevo la simulazione dell’esame di maturità. Per fortuna mamma ha potuto accompagnarmi ma questo non basta, non si può andare avanti così tra Nonantola e Modena». La mamma di Martina è Tamara Toni che vive a Campazzo di Nonantola. «Abbiamo protestato nei mesi scorsi ma nessuno ci ascolta. Gli autobus scolastici sembrano diventati una lotteria. Non sappiamo infatti se da lì a poco i nostri figli ci chiameranno per dirci di andarli a prendere da qualche parte».

«In realtà c’è stato un problema in più - spiega Mattia Petralia, 21 anni - Quando il bus si è rotto, io e due amici non ci siamo persi d’animo perché avevamo la scuola abbastanza vicina. Ma la maggior parte è dovuta salire a bordo di autobus cittadini. Hanno spiegato l’accaduto ai controllori ma sono stati multati perché l’abbonamento della Tper per loro non è valido».

Patrizia Cantusci

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