Ladri razziano il laboratorio oncologico
Spariscono lenti, obiettivi e materiale per i microscopi: bottino da 25mila euro, ma scoppia il caso sulla sicurezza
A chi possono interessare dei prodotti così specifici, utilizzabili soltanto su certe attrezzature scientifiche e quindi poco appetibili sul mercato nero? È il quesito a cui le forze dell’ordine cercheranno di dare risposta nell’analizzare l’ennesimo furto avvenuto al Policlinico. E questa volta non si tratta di predoni di auto in sosta, armadietti forzati, beni personali dei pazienti saccheggiati o medicinali costosi e quindi piazzabili. No, stavolta il mirino dei ladri si è concentrato sul laboratorio oncologico. Una stanza posizionata al secondo piano della struttura universitaria, che vista la delicatezza delle analisi dovrebbe godere di un’area un pizzico più protetta. Ed invece, e su questo si è riaperto il dibattito ieri mattina tra diversi addetti ai lavori che commentavano la scoperta del colpo, è stata collocata nei paraggi del quartier generale di Manutencoop, cooperativa a cui è appaltata la pulizia di tutta la struttura ospedaliera. Una zona quindi aperta alla stragrande maggioranza dei fruitori del Policlinico, facile da raggiungere, accessibile ai più e senza barriere difensive particolari.
Tornando invece al bottino, il conto è pesante: prodotti per un valore di almeno 25mila euro. Sono sparite delle lenti e degli obiettivi per microscopi di marca Zeiss, le più costose, prodotte da una delle aziende al top mondiale nell’ottica di precisione. E manca anche parecchio materiale necessario alla fotografia per microscopia, in sostanza attrezzatura necessaria ad analizzare nei minimi dettagli tutti i campioni che vengono affidati ai professionisti del laboratorio Oncologico.
Come i ladri abbiano fatto ad intrufolarsi non è ancora chiaro - e forse non lo sarà mai - ma l’accesso alla zona “protetta” non è stato particolarmente complesso visto che non esistono sistemi di sicurezza tali da scongiurare l’intrusione. Una volta entrati per la banda - o il singolo bandito - è stato tutto sommato semplice focalizzarsi sulle attrezzature. Il dubbio riguarda gli eventuali mandanti del colpo: esistono? Se esistono hanno comunque dato indicazioni precise su quello che andava asportato perché la razzia è stata meticolosa e chirurgica; chi ha rubato non lo ha fatto a caso ma sapeva cosa cercare e prendere. Allo staff del laboratorio non è rimasto altro da fare che segnalare alla direzione l’accaduto e attendere l’acquisto di nuovi strumenti, fondamentali per continuare a garantire il servizio di analisi ai malati che fanno riferimento al comparto oncologico del Policlinico.
@francescodondi
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