Mette incinta la figlia, condannato
Il padre violentò la ragazzina di 13 anni: dovrà scontare otto anni di carcere
Accusato di aver violentato e messo incinta la figlia 13enne, è stato condannato a otto con giudizio abbreviato. L’uomo, un 40enne di origine africana, già obbligato ai domiciliari in un appartamento vicino a Modena, era stato arrestato a dicembre 2014 per violenza sessuale pluriaggravata su richiesta del pm Enrico Stefani, che ieri ha sostenuto l’accusa in aula. La denuncia che avviò le indagini fu depositata dalla madre della ragazzina e moglie dell’uomo, che si era accorta della gravidanza della figlia adolescente. Dopo che il giudice tutelare ha autorizzato l’aborto (la ragazzina aveva meno di 14 anni), è stata fatta la comparazione genetica tra il Dna dell’uomo e del feto, che aveva dato un esito incontrovertibile: il quarantenne è risultato essere il padre naturale. Da quell’episodio la ragazzina e la madre si trovano in una comunità protetta, lontani dal bruto e al sicuro. Delle indagini si erano occupati gli agenti della polizia municipale di Modena, che avevano raccolto la segnalazione al Posto di polizia del Centro storico alla stazione delle autocorriere, in piazzale Molza. Gli abusi sessuali sulla bambina si sarebbero snodati per alcuni anni e avrebbero raggiunto l’apice proprio durante la permanenza ai domiciliari del padre che si ubriacava piuttosto spesso, dava in escandescenza e si “sfogava” sulla 13enne. La giovane vittima, nel corso delle indagini, era stata sentita alla presenza di uno psicologo infantile e aveva confermato il racconto già fornito dalla madre: gli stupri sarebbero avvenuti quando la donna era assente per lavoro e a casa la figlia restava sola con il papà. Oltre alla tenacia della Procura nello sviscerare la storia incestuosa, anche i vigili hanno avuto un ruolo in questa vicenda sia nel ricostruire la storia in tutti gli scabrosi dettagli, ma anche nel supportare madre e figlia nella ricerca di un’accoglienza sicura e adatta a superare il trauma. In aula il pm Enrico Stefani ha chiesto otto anni di carcere per lo straniero, difeso dall’avvocato Gennaro Lupo di Bologna. Richiesta accolta completamente dal giudice Paola Losavio, che ha anche disposto il pagamento di una provvisionale piuttosto consistente alla moglie e alla figlia a titolo di risarcimento.
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