Papa Francesco “benedice” il nuovo caseificio S. Giorgio
«Il Parmigiano Reggiano di questo caseificio è piaciuto molto anche al Santo Padre. Quando gliel’ho portato, insieme al lambrusco prodotto da una cantina di Carpi, ha commentato: questo formaggio non...
«Il Parmigiano Reggiano di questo caseificio è piaciuto molto anche al Santo Padre. Quando gliel’ho portato, insieme al lambrusco prodotto da una cantina di Carpi, ha commentato: questo formaggio non può essere frutto soltanto del lavoro degli uomini». E così anche Papa Francesco, pur essendo astemio, ha fatto uno strappo alla regola e ha assaggiato il vino più famoso del territorio, il lambrusco.
Questo il racconto a conclusione dell’intervento di monsignor Francesco Cavina, all’inaugurazione dell’ampliamento e del nuovo punto vendita del caseificio Oratorio San Giorgio, ripristinato dopo i danni da sisma. È stato proprio nella ricorrenza di San Giorgio Martire che si sono dati appuntamento per il taglio del nastro il vescovo, l’assessore regionale all’agricoltura, Simona Caselli, il consigliere provinciale all’agricoltura Romano Canovi, il sindaco Alberto Bellelli, i presidenti di Confcooperative Modena, Gaetano De Vinco, del consorzio Parmigiano Giuseppe Alai.
In mattinata è stato possibile visitare il nuovo magazzino, che ospita scalere antisismiche: i due magazzini possono arrivare a contenere fino a 15mila forme di Parmigiano Reggiano. Rinnovato anche il punto vendita. L’investimento complessivo al San Giorgio, che esiste da oltre ottant’anni, ammonta a un milione e 200mila euro. Il caseificio è stato ristrutturato con le risorse del programma regionale di sviluppo rurale 2007/2013.
I soci del caseificio aumenteranno il conferimento di latte a 30mila quintali annui, grazie ai recenti investimenti effettuati con i contributi del Piano regionale di sviluppo rurale, sul quale si è soffermata l’assessore Caselli ricordando anche gli 11 miliardi deliberati in sede europea per ambiente e agricoltura dopo le catastrofi naturali. A fare gli onori di casa ieri mattina, durante l’emozionante momento di scopertura della targa che reca i nomi dei presidenti del caseificio, c’erano il presidente, il correggese Attilio Redolfi, e il vicepresidente, il carpigiano Emilio Cavazzuti.
E se Romano Canovi ha ricordato come il mondo dell’agricoltura viva molte difficoltà, il sindaco Bellelli ha puntualizzato che, a pochi giorni di distanza dall’Expo, la scelta di innovazione messa in campo dal caseificio costituisca un rilancio di speranza e identità del territorio.
Serena Arbizzi
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