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Amici del S. Agostino ecco l’associazione per un altro recupero

di Stefano Luppi

Esponenti del Pd, Italia Nostra, docenti ed architetti Dicono: «Sì al progetto di restauro, ma secondo Barbolini»

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Nasce l'associazione “Amici del Sant'Agostino”, un gruppo di cittadini, intellettuali e alcuni esponenti del Pd contrari non al restauro, ma allo spostamento all'ex ospedale delle biblioteche Estense e Poletti. In queste ore si stanno susseguendo le riunioni e tra poco l'iniziativa verrà presentata ufficialmente. Ma se ne conoscono in linea di massima i dettagli a cui stanno lavorando una decina di esperti tra cui l'ex docente e membro dell'Accademia di scienze lettere e arti Elio Tavilla, il docente di biblioteconomia della Statale di Milano Giorgio Montecchi, l'ex giudice Giovanni Losavio, l'ex architetto comunale Ezio Righi e appunto membri del Pd come Paolo Silingardi e Claudio Tonelli. Figure, queste ultime tre, da tempo contrarie alle politiche urbanistiche della passata giunta Pighi. Al gruppo partecipa anche Italia Nostra: «Nasce questo gruppo di pressione - spiegano al direttivo dell'associazione di tutela contraria da anni al progetto - dopo tanto silenzio sullo spostamento delle biblioteche. In questo modo ci sentiamo meno soli perché la nuova associazione vuole riprendere il progetto per l'allargamento degli istituti culturali di Palazzo dei Musei all'ex ospedale Estense sul retro. Lo ideò lo stesso Comune all'epoca del sindaco Barbolini e la soluzione venne poi abbandonata in modo troppo leggero quando subentrò la Fondazione Cassa di risparmio».

In attesa che partano gli annunciati restauri nasce con l'associazione degli Amici un movimento di opinione che guarda a soluzioni passate per i nuovi spazi dell'Estense, della Poletti e dei musei lì collocati. «Noi pensiamo - spiega Tonelli del Pd - che sul Sant'Agostino non abbia funzionato il meccanismo decisionale riguardo alla politica culturale della città. Su un progetto da 62 milioni di euro che inciderà nei prossimi 50 anni il Comune non ha fatto neppure una delibera: è insomma un'altra sciocchezza della cultura degli anni del sindaco Pighi. La Fondazione ex bancaria decide senza rendere conto a nessuno su questi grandi progetti, mentre il comune si limita alla notte bianca o al 29 settembre. Noi vogliamo recuperare il progetto dell'epoca del sindaco Barbolini e non siamo contrari al restauro del S. Agostino pur con alcuni accorgimenti. Mi meraviglio come Comune e Stato permettano questo disfacimento dell'Estense e per questo ci facciamo domande anche se pensiamo che visto che i ricorsi al Tar sul S. Agostino verranno discussi in ottobre prima non partiranno i restauri. Chi pagherà la gestione dell'Estense? E Che ci verrà nel vuoto lasciato al Palazzo dei Musei? Il futuro delle biblioteche è nel digitale e lì ci potrebbe essere anche nuova occupazione». Del gruppo fa parte anche l'esperto di biblioteche Montecchi: «Stato e Comune insieme a fine '800 crearono il palazzo dei musei e ora ha senso allargarlo all'ex Estense, senza perdere di vista nessun istituto con lo sdoppiamento nei due palazzi. Al S. Agostino possono andare la Galleria civica e il museo della figurina che libererebbero posti al Santa Margherita dove si deve sviluppare la Delfini. Lo hanno fatto anche a Bologna creando Sala Borsa e lasciando stare il prestigioso Archiginnasio».

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