Animali maltrattati nello zoo degli orrori Assolto l’anziano
FINALE. Assolto perché il fatto non sussiste. Marino Pola, 88 anni, ha incassato l’assoluzione dall’infamante accusa di maltrattamenti sugli animali. La sua storia è ormai conosciuta: vive in una...
FINALE. Assolto perché il fatto non sussiste. Marino Pola, 88 anni, ha incassato l’assoluzione dall’infamante accusa di maltrattamenti sugli animali. La sua storia è ormai conosciuta: vive in una roulotte al di là del canale Diversivo e per diverso tempo è finito nel mirino degli animalisti per le condizioni di vita in cui custodiva gli animali. Cavalli, cani, caprette che scorazzavano nello spazio verde, certamente non un hotel 5 stelle, ma secondo il giudice neppure un lager, come era stato descritto in passato.
Nel processo specifico, Pola, assistito dall’avvocato Barbara Righini, che ha elaborato una linea difensiva molto dettagliata, fatta di riscontri e documenti considerati determinanti dalla corte, era imputato per i maltrattamenti su un cane, l’ultimo animale che gli era rimasto dopo i precedenti sequestri. Lo teneva alla catena perché il servizio veterinario dell’Ausl lo aveva giudicato “mordace” e proprio per quella costrizione fu avviato il procedimento. Il meticcio che nel 2011 la polizia municipale gli tolse nonostante nella relazione di servizio venne annotato come la bestiola fosse stata trovata in buone condizioni fisiche, avesse cibo a sufficienza e fosse completamente coperta dalle vaccinazioni obbligatorie. E dove finì il cane? Fu affidato - e a distanza di qualche anno la vicenda appare paradossale - al canile “Dimensione animale” di Finale, finito nella bufera qualche mese fa dopo la denuncia della Lav e il successivo sequestro cautelativo disposto dalla procura di Modena.
Pola quel cane lo potrà ora riavere perché il giudice ha anche sentenziato che l’animale sia riaffidato al proprietario, che a sua volta ha anche testimoniato in aula. Ha raccontato di non aver mai fatto mancare nulla ai propri “amici”, ma soprattutto ha sferrato un duro attacco alla collettività. Da una parte - ha detto - lo accusavano di maltrattamenti ed erano inorriditi dopo i sequestri nello “zoo degli orrori”, ma poi, di notte o comunque quando lui non era presente nell’area del Diversivo, abbandonavano cuccioli domestici con la consapevolezza che l’anziano se ne sarebbe occupato. (fd)
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