Arrestato un tecnico comunale
Montefiorino. Pierluigi Croci ha aggredito e pestato un cliente dopo la discussione per un pagamento
MONTEFIORINO. È stato arrestato con l’accusa di lesioni gravissime il 47enne Pierluigi Croci, il geometra di Cerredolo (Reggio Emilia) che giovedì mattina ha riempito di calci e pugni il 56enne Giordano Caselli. L’aggressione è avvenuta poco dopo le 9 nello studio di Caselli in via Crispi a Carpineti, nel reggiano, dopo una discussione fra i due. Croci lavora come tecnico comunale a Montefiorino e in proprio come agente immobiliare.
Si stava occupando di una transazione di immobili in cui è coinvolto, come compratore, Caselli. I due hanno iniziato a parlare animatamente nello studio, Croci – dopo che il socio di Caselli era uscito – prima ha abbandonato a propria volta l’ufficio, per poi rientrare e aggredire con estrema violenza il 56enne. Un pestaggio che ha lasciato la vittima semi-incosciente nel proprio sangue, con una costola incrinata, fratture al naso e allo zigomo e parecchie contusioni.
All’arrivo dei carabinieri, Caselli è stato portato all’ospedale Sant’Anna di Castelnovo Monti e da lì a Parma, al reparto specializzato in chirurgia maxilo-facciale, per la riduzione delle fratture. Ora è stato dimesso.
Ma nel frattempo i carabinieri di Carpineti si erano messi alla ricerca di Croci, dopo il racconto dell’accaduto, allertando anche i colleghi delle altre stazioni del territorio montano. I militari hanno rintracciato l’aggressore in tarda mattinata e lo hanno arrestato.
Caselli non aveva ancora potuto materialmente fare la denuncia, ma la prognosi superiore ai 40 giorni fa sì che si proceda d’ufficio. Ieri mattina l’uomo è comparso davanti al giudice Andrea Rat dove l’arresto è stato convalidato. Difeso dall’avvocato Luca Scaglione, il geometra e immobiliarista ha cercato di spiegare le ragioni della sua reazione in quella somma di denaro ritenuta troppo bassa per la prestazione svolta. Ma ha di fatto ammesso anche la propria responsabilità rispetto all’accaduto. In aula c’era anche l’avvocato Domenico Noris Bucchi, che rappresenta la parte lesa il geometra Caselli. Croci è stato rimesso in libertà. Il processo è stato rinviato al prossimo 4 giugno.
«Ero a terra, in un lago di sangue - è il racconto del geometra Caselli - e lui continuava a calciarmi. Credevo che mi avrebbe ammazzato. Mi ha spaccato il naso, rotto un zigomo e una costola. Dall’ospedale di Castelnovo Monti mi hanno mandato a Parma, temevano che mi dovessero operare. Invece mi hanno detto che sono rotture che si aggiustano nel tempo. È successo tutto senza motivo. Mentre stavamo uscendo mi ha rifilato un pugno in faccia che mi ha fatto finire a terra. Ho cercato di alzarmi, ma me ne ha dati altri due e urlava che voleva ammazzarmi. Quando ero a terra mi ha tirato un calcio nel fianco che mi ha rotto una costola, poi un altro in faccia. Meno male che ha preso lo zigomo, altrimenti mi avrebbe cavato un occhio. Ho comprato un immobile, lui ha fatto da mediatore. L’accordo che avevamo è saltato. Gli ho detto: non ti dovrei dare niente. Ma gli ho dato mille euro. Li ha presi. Poi ha iniziato a dirmi che con me non avrebbe più lavorato. Ridammi i soldi, gli ho detto. Poi, mi ha aggredito».
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