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Emotec, l’odissea è davvero finita

Emotec, l’odissea è davvero finita

Inaugurato lo stabilimento dopo tre anni di progetti e tante spese

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MEDOLLA. Emotec ha ufficialmente inaugurato il nuovo stabilimento. La cerimonia ha visto la presenza del sindaco Filippo Molinari e, in rappresentanza della Regione, della presidente Commissione Politiche Economiche Luciana Serri. Il taglio del nastro della sede di via Maestri del Lavoro ha sancito la fine di un’odissea per l’azienda biomedicale, che assembla, produce e commercializza set per trasfusioni ed infusioni. Fino al 29 maggio 2012 Emotec disponeva di 300 metri quadrati di sale bianche, 700 di magazzino esterno e 400 di uffici. Dopo il cedimento strutturale del vecchio capannone, l’azienda decise di non fermarsi ed il 18 giugno 2012 delocalizzò la produzione a Rovigo.

Parallelamente cominciò a prendere forma il progetto di ricostruzione, che venne ultimato nel settembre dello stesso anno. Ma il caos normativo impedì all’azienda di ripartire. Le ordinanze, che in quei giorni si susseguivano quasi a cadenza quotidiana, continuavano infatti ad introdurre varianti che spesso entravano in conflitto con i principi precedentemente fissati. L’assenza di una linea guida e il rischio di trovarsi un capannone obsoleto e non più a norma dopo pochi mesi fecero dunque slittare il rientro, che secondo il progetto iniziale era previsto per la primavera del 2013.

Per Emotec fu l’inizio di un periodo molto complicato: il fatturato registrò perdite di 2 milioni di euro (la produzione si attestò al 75 % del totale, poiché la camera bianca era tre volte più piccola rispetto a quella pre-sisma), e l’azienda fu costretta a sobbarcarsi tutte le spese di delocalizzazione, soldi mai rimborsati. E se si considerano i 100mila euro all’anno necessari per affittare la nuova struttura, la perdita di clienti, i costi di mancata produzione e i 20mila euro mensili sborsati per mezzi di trasporto e carburante, si evince che ad Emotec il terremoto è costato oltre un milione. Senza poi dimenticare la perdita di alcuni dipendenti, che davanti alla prospettiva di quasi tre anni di quotidiani viaggi Medolla-Rovigo-Medolla hanno preferito rinunciare.

«Ce l’abbiamo fatta - commenta l’amministratore delegato Francesco Schittini - Speravamo di rientrare prima e di spendere meno soldi, ma siamo riusciti a ottenere qualche risultato soddisfacente». La Regione ha infatti riconosciuto l’80 % delle spese (circa 900mila euro) per la ricostruzione dell’immobile, la fiducia dei clienti è tornata, il fatturato è cresciuto ed il livello occupazionale si è stabilizzato intorno ai 25 dipendenti.

Giovanni Vassallo

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