Pizzolato sarà estradato in Brasile
Maranello. Scaduti i tempi per il ricorso: al via le procedure del trasferimento
MARANELLO. L'ex banchiere italo-brasiliano Henrique Pizzolato - condannato a 12 anni e 7 mesi di carcere, in Brasile, nell'inchiesta “Mensalao” e attualmente rinchiuso nel carcere di Modena - sarà estradato dall'Italia. Lo sostengono i media brasiliani citando fonti diplomatiche e di governo locali. Secondo i media brasiliani, il sì all'estradizione è definitivo e non esiste più la possibilità di fare ricorso. L'opinione favorevole dell'Italia è stata confermata all'Ansa di Bologna dall'avvocato Michele Gentiloni. La comunicazione ufficiale della decisione da parte del governo italiano a quello brasiliano avverrà in queste ore attraverso le rispettive rappresentanze diplomatiche. A quel punto il Paese sudamericano avrà 20 giorni di tempo per avviare la procedura di trasferimento: una squadra della polizia federale sarà appositamente inviata a Roma per accompagnare il viaggio di ritorno di Pizzolato in Brasile. Per sfuggire al carcere, nel novembre 2013 l'ex manager, che ha la doppia cittadinanza, era fuggito in Italia, dove è stato poi arrestato nel febbraio dell'anno scorso a Maranello dove aveva trovato rifugio nella casa del nipote, ingegnere alla Ferrari. Lo scorso ottobre la Corte di appello di Bologna aveva detto no all'estradizione e Pizzolato era stato rimesso in libertà. Ma il Brasile aveva fatto ricorso, la Cassazione ha annullato senza rinvio e il banchiere è tornato in carcere. «Le vicenda di Henrique Pizzolato è stata gestita prima della Cassazione e poi del ministro della Giustizia «in maniera singolare. La decisione ci lascia perplessi, senza parole». Lo dice l'avvocato Alessandro Sivelli del foro di Modena, difensore del banchiere italo-brasiliano per cui è stata decisa l'estradizione. «Non voglio fare illazioni su eventuali accordi tra Stati, certo è una decisione che ha sorpreso un po’ tutti».
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