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Lavoro interinale: business da 60 milioni

di Francesco Dondi
Lavoro interinale: business da 60 milioni

Terremoto. Imponente stanziamento per il personale nei Comuni. Tanti già stabilizzati e la politica si spartisce l’affare

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Sessanta milioni di euro (Iva esclusa), tanto vale la selezione e la formazione del personale da inserire nei Comuni, struttura commissariale regionale e prefetture per sostenere il surplus di lavoro imposto dal sisma. Un business imponente, sancito con tre bandi di gara dai quali sono usciti vincitori Obiettivo Lavoro (in due occasioni) e Manpower, tra le principali società di fornitura di lavoro interinale. Si parte nel 2012 quando l’ordinanza firmata da Errani mette sul piatto 7,3 milioni di euro. L’appalto se lo aggiudica Obiettivo Lavoro, ora società per azioni, ma nata come cooperativa e che vede tra i soci fondatori Legacoop e la Compagnia delle Opere, ossia il braccio operativo di Comunione e Liberazione. La partecipazione dei due grandi mondi non c’è più, ma restano comunque ai vertici della società uomini legati alla politica e con trascorsi da amministratori pubblici. In sostanza, quantomeno per il primo periodo, la gara di aggiudicazione fa felici un po’ tutti. Ma Obiettivo Lavoro - e di questo si dogliano le altre concorrenti - fa proprio anche il secondo bando, che porta in dote 23 milioni di euro e stabilisce un rapporto di convenzione per il biennio 2013-14. Nei corridoi c’è chi parla di vantaggi riservati a Obiettivo - quantomeno operativi - vista l’esperienza già maturata sul campo nel periodo precedente. Ma il bando fila liscio, non ci sono ricorsi e tutto prosegue nella legalità.

Ma visto che i problemi post-sisma sono enormi, lo stato d’emergenza viene posticipato e così il commissario Bonaccini bandisce una terza gara. Stavolta se l’aggiudica Manpower: la convenzione scadrà il 31 dicembre 2016 e il business vale 30 milioni di euro.

Ai lavoratori, intanto, vengono stipulati contratti a tempo determinato che hanno una tariffa oraria indicativa compresa tra i 17,6 e il 24,72 euro lordi. Ma molti di loro, proprio grazie all’ampliamento dello stato d’emergenza e ai provvedimenti statali che hanno garantito un po’ di respiro alla burocrazia comunale, si ritrovano da un momento all’altro contrattualizzati a tempo indeterminato. Di fatto nuovi dipendenti pubblici a vita, molti dei quali bravi e preparati, altri invece spesso criticati e considerati inadeguati da chi è costretto a frequentarli regolarmente. Non sono passati attraverso un bando pubblico, ma hanno avuto la bravura di farsi trovare pronti nell’interregno emergenziale. Sono tanti, il numero non è mai specificato, ma ci si può fare un’idea analizzando l’unico dato rintracciabile: erano infatti 161 le unità aggiuntive previste nei Comuni dal secondo bando e fino a 50 quelle eventualmente a disposizione della Regione...

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