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IL PROGETTO DISCUSSO

Sant’Agostino, il Comune ferma tutto

di Davide Bertie Stefano Luppi
Sant’Agostino, il Comune ferma tutto

Imbarazzo in piazza Grande: per essere inattaccabili prima dell'udienza di ottobre presso il Tar servirebbe una variante. Il cantiere non parte

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Ormai lo si era intuito, ma da qualche giorno è diventata una certezza: a maggio non partirà nessun cantiere per il nuovo Sant’Agostino. Tutto rinviato ad ottobre, a dopo il pronunciamento del Tar, previsto per l’inizio di autunno. Nel periodo di attesa l’amministrazione non se l’è sentita di forzare la mano. Per essere inattaccabile, infatti, dopo i ricorsi di Italia Nostra e l’esposto del Movimento Cinquestelle, il Comune avrebbe dovuto procedere con una variante al piano comunale e di fatto ammettere gli errori precedenti. Uno dei problemi, infatti, riguarderebbe anche la destinazione d’uso delle torri librarie. Oppure autorizzare un cantiere sul quale il giudizio è più che mai sospeso. Troppo anche per l’assessore Anna Maria Vandelli che risponde sempre in punta di diritto. Troppo anche per lo stesso Pd, all’interno del quale c’è più che una perplessità anche da parte di chi siede in consiglio. Un consiglio comunale che, solo in caso di variante, dovrebbe pronunciarsi sul progetto.

Così, nel frattempo, anche in Fondazione Cassa di Risparmio sembra che si siano messi il cuore in pace: tutto rinviato ad ottobre; sarà quindi la nuova Fondazione, che sarà nominata sempre in autunno, a riconsiderare tutto il piano. E non è escluso, appunto, che questo possa anche subire variazioni per uscire dalle dispute legali e partire con un progetto di cui Modena ha bisogno nella sostanza, anche se per ora la forma ha condizionato qualsiasi ragionamento.

Uno stop, quello sul quale il Comune ha convenuto, che supera anche le parole del presidente della Regione Stefano Bonaccini, che del Sant’Agostino ha sempre parlato in termini virtuosi, e del ministro per i Beni Culturali Dario Franceschini, che aveva lodato proprio le torri della discordia. Dal ministero ci si aspettava un lasciapassare, come accade ad esempio per i progetti del Cipe, che non è arrivato.

Carla Di Francesco, ex direttore regionale per i Beni Culturali dell'Emilia Romagna, era stata chiara: «Il restauro dell'antico complesso di Sant' Agostino? Prima di partire occorrerà attendere per comprendere come si evolveranno i ricorsi presentati da quanti sono contrari al progetto, nato nel 2007 da una convenzione tra lo Stato, il Comune e la Fondazione, proprietaria». Sembra, insomma, che non si possa procedere nemmeno a stralci.

La procura di Modena ha aperto un fascicolo conoscitivo a seguito dell'esposto presentato dal Movimento Cinque Stelle contro il Comune di Modena sulla ristrutturazione dell'ex ospedale Sant’Agostino. Per i pentastellati sarebbe stato aggirato il Piano strutturale comunale. Il fascicolo è già stato affidato a un sostituto procuratore del pool reati contro la pubblica amministrazione. Al momento non ci sono indagati. Nell'annunciare e divulgare i contenuti dell'esposto, Giulia Gibertoni, capogruppo M5S in Regione affermò: «Il Psc di Modena dice che nella zona dell'ex ospedale Sant’Agostino non è possibile derogare. Invece qui si sta derogando eccome, con progetti per decine di milioni di euro e trasformazioni che vanno ben oltre il semplice restauro conservativo, incluso lo spostamento della biblioteca Estense nel futuro polo Sant’Agostino. Ci sembra si parli ancora, purtroppo, di legalità liquida». C'era stato anche un ricorso di Italia Nostra. Il 29 agosto scorso il settore Pianificazione territoriale ed Edilizia privata comunale ne aveva rigettato la richiesta di riesame. Tra le precisazioni figura anche che «il Psc individua il complesso con un perimetro continuo rosso che corrisponde alle zone soggette a particolari prescrizioni». Inoltre, nel testo siglato dal responsabile Marco Stancari si fa riferimento al fatto «che l'intervento è stato approvato dalla competente Soprintendenza, come da protocolli d'intesa». Un punto su cui il M5S ha sollevato dubbi.

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