Un 25 aprile speciale a Pavullo e Serra
Inaugurate la stele ai carabinieri e la stampa gigante con i nomi degli 880 partigiani che diedero la vita per la libertà
Celebrazioni del 25 aprile speciali ieri a Serramazzoni e Pavullo, dove la ricorrenza ha coinciso con iniziative dal forte significato simbolico in luoghi pieni di storia.
A Serra la giornata si è aperta con l'omaggio alla stele dedicata ai carabinieri in piazza Repubblica, a cui sono seguiti il corteo per il centro aperto dalla banda di Riccò e la deposizione della corona davanti al monumento ai Caduti di piazza Tasso. Quindi l'arrivo alla chiesetta della Resistenza di Montagnana, dove è stata celebrata la Messa in occasione del 50° anniversario dell'inaugurazione.
Rimessa in ordine nei giorni scorsi dagli alpini, fu costruita dai Comuni della montagna e della pedemontana, nonché Modena e Provincia, per ricordare la gente dell'Appennino che sostenne la Resistenza.
A Pavullo invece dopo le celebrazioni di rito i riflettori si sono spostati sul Palazzo Ducale per l’inaugurazione nell'atrio della biblioteca Santini de “Gli occhi della memoria”, grande stampa su tela a parete sulla quale sono stati riportati i nomi di tutti gli 880 partigiani e patrioti del posto che lottarono contro il nazifascismo. Un “monumento” che ha anche un suo importante lato multimediale grazie al totem istallato a fianco in cui è possibile ricostruire il profili di ognuno dei protagonisti di allora, all'indirizzo specialmente dei giovani. Il progetto è stato curato da Giuliano Bortolotti, presidente dell’Anpi locale, con la collaborazione del presidente dell'Istituto storico di Modena Giuliano Albarani e il sostegno finanziario della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, oltre ovviamente al patrocinio del Comune. E non è mancata una certa emozione al momento dei saluti, con il vicesindaco Morena Minelli che ha sottolineato come ancora oggi l’ideale di libertà di allora vada difeso in molteplici ambiti. Albarani, soffermandosi sull’inesorabile scomparsa a poco a poco dei testimoni dell'eroismo di allora, ha esortato a fare della memoria «un dovere attivo e non più un diritto passivo». Da parte sua, il sindaco Romano Canovi, dopo aver ringraziato il consigliere Primo Manni che con un gruppo di ragazzi ha pulito nei giorni scorsi tutti i monumenti, ha ricordato come oggi vengano trasmessi specialmente dalla tv valori che sono in antitesi con quelli della Liberazione: «Allora si era disposti a dare la vita per il proprio paese e la propria comunità: non so se succederebbe ancora oggi».
Ha sottolineato poi come si continuino a registrare forme di lotta alla cultura, «come la distruzione di opere d'arte in Iraq, che ricorda i roghi nazisti dei libri. E nuove persecuzioni, oggi spesso ai danni dei cristiani». Lo scoprimento dell'opera è stato introdotto da Bortolotti, che l’ha voluta dedicare al padre Ezio, partigiano della Brigata Italia, e il passaggio di consegne tra alcuni reduci presenti e le nuove generazioni è stato suggellato con la lettura di toccanti lettere di condannati, a partire dall'indimenticata Irma Marchiani.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
