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Appello ai parlamentari: no all’Italicum

Appello ai parlamentari: no all’Italicum

Un appello da Modena ai Parlamentari dell’Emilia Romagna di tutti gli schieramenti, perché impediscano l’approvazione della nuova legge elettorale “Italicum”. È quello lanciato dalle associazioni...

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Un appello da Modena ai Parlamentari dell’Emilia Romagna di tutti gli schieramenti, perché impediscano l’approvazione della nuova legge elettorale “Italicum”. È quello lanciato dalle associazioni Giuristi Democratici; Associazione Le ragioni del Socialismo; Libertà e Giustizia; L'Altra Europa con Tsipras - L’Altra Emilia Romagna; Partito Comunista d'Italia; Partito della Rifondazione Comunista; Act! Agire, Costruire, Trasformare; Sinistra Ecologia e Libertà; Movimento 5 Stelle; Circolo del Manifesto; Lista Per Me Modena; Collettivo Studiare Studiare Studiare e Associazione Alkemia, oltre ad un gruppo di oltre venti singoli cittadini. «Oggi - scrivono i firmatari - a soli due giorni dalle celebrazioni per il 70esimo anniversario della Liberazione dal fascismo e dall’occupante nazista, la Camera discuterà la proposta della nuova legge elettorale, il cosiddetto Italicum. Il passaggio alla Camera potrebbe portare all’approvazione definitiva di una legge antidemocratica che presenta le stesse caratteristiche di incostituzionalità del fu “Porcellum”, cancellato dalla Corte Costituzionale nel 2014. L’Italicum infatti, non garantirà ai cittadini di scegliere i propri rappresentanti in Parlamento, se non in minima parte e solo per il partito che vincerà le elezioni (capilista bloccati e ridefinizione dei collegi elettorali). Prevede inoltre l’attribuzione di un premio di maggioranza esagerato, sia al primo turno che in caso di ballottaggio, a liste che ragionevolmente rappresenteranno all’incirca il 20% degli aventi diritto al voto. La maggioranza di Governo, che ha imposto fin dall’inizio questa legge elettorale, con la sostituzione in Commissione affari costituzionali di ben 10 parlamentari Pd e con la minaccia di porre la fiducia, sta umiliando il Parlamento. Quanto alla “riforma” del Senato, che fa il paio con la legge elettorale, trasformerà la camera alta in un consesso di Sindaci e Consiglieri regionali, anch’essi nominati, togliendo ulteriormente il diritto di scelta ai cittadini e incidendo fortemente sia sul principio di rappresentanza, sia sul sistema di pesi e contrappesi espressamente previsto dalla Costituzione».

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