Col nuovo Cda una chance per la salvezza
Assemblea dei soci mercoledì e rinnovo di tutte le cariche. Cgil: ipotesi di un commissario prefettizio
CONCORDIA. Non è certo un fulmine a ciel sereno l’esclusione di Cpl Concordia dalla white list. Una scelta che tutti temevano, per quanto sperassero non accadesse. Ma le conseguenze del provvedimento firmato dalla Prefettura di Modena venerdì scorso potrebbero virare verso scenari meno drammatici, rispetto al blocco dei cantieri e alla possibile interruzione dell’attività della cooperativa.
Mercoledì prossimo, infatti, si terrà l’assemblea dei soci. Un evento cruciale, dal quale dipenderà il futuro della cooperativa stessa. In quell’occasione infatti i vertici aziendali si presenteranno dimissionari. E quindi si procederà con la nomina del nuovo Consiglio di Amministrazione, composto da almeno due consiglieri indipendenti o esterni e tra questi due potrebbe uscire anche il nuovo presidente, dopo la breve parentesi di Mario Guarnieri, entrato in carica solo a gennaio scorso, dopo l’uscita di scena, per pensione, di Roberto Casari, da oltre trent’anni presidente della storica cooperativa. Questo rinnovamento potrebbe essere un viatico per la salvezza. Dalla Prefettura di Modena nulla è stato detto ufficialmente, ma c’è l’impegno a «monitorare la situazione, anche in vista dell’assemblea del 29 aprile». Ed è quello in cui sperano le istituzioni, che ieri mattina hanno incontrato il prefetto Michele Di Bari per discutere proprio del provvedimento di esclusione dalla white list.
«Abbiamo preso atto - hanno detto - delle decisioni del prefetto, assunte secondo le norme di legge e auspichiamo che la prossima assemblea di Cpl segni una segnale di innovazione e cambiamento profondo, valorizzando i tanti giovani e le alte professionalità di chi lavora per quell’impresa. Un’impresa di grande valore per lo sviluppo e l'occupazione del territorio modenese e regionale».
E dopo il reset dei vertici e il rinnovo di tutte le cariche potrebbe essere contemplata anche una nuova figura, ad avvalorare e garantire la corretta condotta della cooperativa nei cantieri pubblici. Lo ipotizza Franco Zavatti, coordinatore sicurezza e legalità della Cgil regionale e funzionario della camera del lavoro modenese.
«Si potrebbe prevedere - dice - un osservatorio, una sorta di commissario a nomina prefettizia che possa consentire la prosecuzione dell’attività di impresa, in attesa di un giudizio definitivo rispetto all’inchiesta che ha travolto la società. È una possibilità prevista dalla legge, peraltro già applicata a Modena con la Lami. La prefettura di Modena è stata la prima ad applicare questa normativa. Sarebbe l’ideale per consentire il controllo della società all’interno della direzione aziendale e salvaguardare così l’attività aziendale e i 1800 posti di lavoro». (f.b.)
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