Come utilizzare il bonus mobili
Le spese sostenute per l’arredo di casa possono essere detratte. Ecco le regole da osservare
Anche quest'anno, per chi ha ristrutturato casa, è possibile detrarre in dichiarazione dei redditi il 50 per cento delle spese sostenute per l'arredo.
Per chi ha fruito già l'anno scorso del bonus, quest'anno è molto importante ricordarsi di riportare in Unico o nel modello 730 la spesa sostenuta, per poter così detrarre la seconda rata. Dal 2015 l'importo massimo agevolabile è 10mila euro, a prescindere dai costi della ristrutturazione. Il cosiddetto bonus mobili è dunque una detrazione del 50% della spesa sostenuta per l'acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici, finalizzati all'arredo di un immobile oggetto di ristrutturazione. Inizialmente il bonus era valido per le spese sostenute dal 6.6.2013 fino al 31.12.2013, successivamente è stato prorogato due volte, la prima fino al 31.12.2014 e poi fino al 31.12.2015 mediante la recente Finanziaria 2015. L’importo massimo agevolabile è di 10.000 euro e indipendentemente dall’importo delle spese per i lavori di ristrutturazione. La Circolare n. 29/E/2013 dell’Agenzia delle Entrate precisa che a prescindere dal numero di contribuenti che particecipano alle spese l’importo massimo di 10.000 euro può riferirsi: alla singola unità immobiliare, comprese le pertinenze, alla parte comune dell’immobile, oggetto di ristrutturazione. Se il contribuente effettua interventi edilizi agevolabili su più unità immobiliari la detrazione è “riconosciuta più volte”. I beni agevolabili sono i Mobili nuovi (letti, armadi, cassettiere, librerie, scrivanie, tavoli e sedie, comodini, divani e poltrone, credenze, materassi, apparecchi di illuminazione); poi elettrodomestici nuovi di classe energetica A + (frigoriferi, congelatori, lavatrici, asciugatrici, lavastoviglie, apparecchi di cottura, stufe elettriche, piastre riscaldanti elettriche, radiatori elettrici, ventilatori elettrici, condizionatori) e forni con classe energetica A. L’acquisto è comunque agevolato per gli elettrodomestici privi di etichetta, a condizione che non ne sia stato ancora previsto l’obbligo. Tra le spese da portare in detrazione si possono includere quelle di trasporto e di montaggio dei beni acquistati. La detrazione spetta a condizione che sia collegata alla realizzazione di uno dei seguenti interventi: manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su singoli appartamenti. Quindi la manutenzione ordinaria su singoli appartamenti non dà diritto al bonus; ricostruzione o ripristino di un immobile danneggiato da eventi calamitosi, se è stato dichiarato lo stato di emergenza, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da imprese di costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie che entro sei mesi dal termine dei lavori vendono o assegnano l’immobile; manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia su parti comuni di edifici residenziali. Queste le condizioni che sono necessarie per potere fruire del bonus :
- la data di inizio lavori deve precedere quella in cui si acquistano i mobili/elettrodomestici mentre non è fondamentale che le spese di ristrutturazione siano sostenute prima di quelle per l’arredo dell’immobile;
- l'acquisto deve essere documentato da fattura, dalla quale risulta la tipologia di beni acquistati.
- la spesa deve avvenire con bonifico, in cui ci siano le indicazioni di causale del versamento, codice fiscale di chi fruisce della detrazione, partita Iva o codice fiscale del venditore. È ammesso anche l'acquisto con carta di credito o bancomat. Per qualsiasi dubbio oppure per un quesito è possibile scrivere una e-mail alla redazione del giornale.
Giorgio Guandalini
dottore commercialista
revisore contabile
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